Roma, 30/10/2009
A tutti i soci dell’Accademia Italiana Katori Shinto Ryu Hatakeyama-ha
Carissimi tutti,
da poco più di una settimana ho assunto la carica di Presidente della nostra Associazione.
Volevo quindi dare un saluto a tutti voi innanzi tutto ringraziando per la stima e la fiducia riservatami, in secondo luogo per ribadire che la medesima stima e fiducia nei riguardi degli associati è stata la molla che mi ha spinto ad accettare l’invito a propormi come candidato alla presidenza.
Nel nostro futuro sembra ci sia un impegno più profondo rispetto a quanto perseguito sino ad oggi.
Laddove gli intenti del nostro associarsi si concretizzavano prevalentemente nell’accogliere gli insegnamenti del Maestro Hatakeyama promuovendone il messaggio tecnico ed etico, oggi ci troviamo di fronte a qualcosa di più: la responsabilità di tramandarli!
In questo senso il dibattito ha già avuto inizio in quanto presupposto imprescindibile della programmazione delle attività associative. Programmazione che ci impegna non solo dal punto di vista dei temi da sviluppare, di dove e quando proporli; ma anche su come assegnargli un supporto finanziario adeguato in rapporto alle nostre risorse, purtroppo assai esigue!
Anche i rapporti con le altre entità presenti in campo nazionale (e forse internazionale, nel prossimo futuro) costituiscono una parte importante degli impegni da seguire, poiché la comunicazione e il confronto sono i canali dove meglio prosperano l’acquisizione di conoscenze, l’affinamento tecnico e l’apertura mentale.
A questo proposito, e in questo mi esprimo a titolo del tutto personale, credo che uno dei messaggi più importanti del metodo didattico proposto dal Maestro Hatakeyama, riguardi proprio l’osservazione critica e aperta di quanto ereditiamo dalla tradizione. Non già restringendo la tradizione nei limiti della nostra capacità di comprensione, bensì stimolando la nostra comprensione verso una sempre maggiore capacità interpretativa!
Come Presidente, mi auguro quindi che il contributo di tutti gli associati possa diventare fonte di progresso comune facendo tesoro di tutto ciò che ciascuno ha da offrire: tanto la conoscenza dell’esperto, quanto l’ingenuità del principiante; tanto il talento, quanto l’impaccio; tanto l’entusiasmo, quanto il dubbio.
Saluto tutti voi con grande affetto.
Vincenzo Alibrandi
Dando l'annuncio della morte del Maestro Hatakeyama Goro, pubblichiamo una lettera scritta dal nostro presidente per commemorarne la figura. 
Carissimi tutti,
è ovviamente con gran rammarico che do l’annuncio della morte del nostro amato Maestro Hatakeyama Goro.
Lo do come presidente della nostra associazione, che si fregia e si onora del suo stesso nome, nella consapevolezza che saranno ben pochi a non averne avuto ancora notizia. Ma lo scopo di questa lettera non è certo quello di offrire un necrologio di seconda mano. Vorrei invece prendere l’occasione per dare un saluto sereno ed affettuoso al nostro Maestro. Parlandogli così, come fosse ancora tra noi. Abbracciandolo forte, in maniera sicuramente più europea che orientale, e ringraziandolo sinceramente per tutto ciò che da lui abbiamo ricevuto
Cogliere quest’occasione per dirgli che con la sua dipartita lui non ci lascia e noi non lasceremo lui. Rassicurandolo che faremo del nostro meglio per mantenere questo contatto ben vivo traducendolo nei fatti ogni giorno, nei nostri pensieri, nei nostri intenti e nel nostro modo di prenderci cura dell’immenso patrimonio che lui ci ha trasmesso.
Vorrei ringraziare ancora il Maestro Hatakeyama per una serie di cose; e come presidente della nostra associazione, vorrei farlo a nome di tutti, sicuro che ognuno dei nostri associati troverà in queste parole uno o più motivi validi per condividerle. E che sicuramente qualcuno avrebbe qualcosa da aggiungere, per completare una lunga fila di “grazie” che per quanto prolissa non può che restare incompleta.
Grazie Maestro, per averci insegnato attraverso l’esempio la dedizione sincera e disinteressata.
Per averci dimostrato come uno spirito sempre attivo e creativo possa rendere ogni azione un’opera d’arte a sé, sempre nuova e diversa. Per averci fatto capire che tra le migliaia di “maki-uchi men” che potremo eseguire nella vita non ce ne saranno mai due uguali; e che pur nel rispetto più sincero della tradizione ereditata, ogni kata imparato, insegnato, allenato, studiato, vissuto e sofferto non sarà mai una replica pedissequa di sé stesso o di qualcos’altro.
E ancora grazie, per averci reso partecipi dei tuoi dubbi, delle tue intuizioni, delle tue critiche e delle tue scoperte attraverso un insegnamento dinamico e ricco che ci ha permesso di migliorarci anche costringendoci a cambiare abitudini, preconcetti, chiusure e dogmi; facendoci trovare la chiave interiore per discernere il dubbio dalla confusione, la testardaggine dalla tenacia, la critica dalla polemica, l’abitudine dalla costanza.
E infine grazie, grazie ancora per tante altre cose che mi si accavallano nella mente sovrapponendosi come la cresta di un’onda che si arrotola su sé stessa portando su e giù sentimenti, ricordi, aneddoti, gesti, parole, sguardi…
Sei qui vicino a noi, Maestro; e sebbene il dolore della tua morte si apra nel nostro cuore come un abisso, so che potremo colmare facilmente questo abisso ogni volta che seguiremo le tue raccomandazioni. Non con presuntuosa fedeltà, ma con umile fiducia. Prima fra tutte quella che più spesso ripetevi: “TANTO, TANTO KEIKO”.
A nome di tutti
Vincenzo Alibrandi
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