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Indirizzate liberamente alla segreteria: i vostri pensieri, i commenti, le riflessioni, i ricordi, resoconti, scritti, impressioni ed emozioni. Verranno tutti pubblicati in questo spazio dedicato a Voi e a chi vuole leggere di Noi...


a Resoconto di Alessandra sullo stage di Levico 2006

Il mio secondo stage a Levico inizia con un suono, un rombo che si avvicina sempre più, pacato e solido: è il motore del camper di Sergio, il nostro compagno di spada, che ci raggiunge in campeggio; è qui che comincia per me lo stage con la nostra prima spaghettata in veranda, la prima lavata di piatti insieme, le prime attività tipiche della vita da campeggio…
E continua con il suono dei nostri passi che calpestano il bordo della strada lungo la salita per il palazzetto dello sport: vestiti da “real samurai”, assaporiamo il medesimo piacere degli antichi bushi di macinare strada armati; …ed è anche il suono delle nostre risate ogni volta che veniamo fermati da automobilisti curiosi che ci chiedono di quale congregazione religiosa siamo…
…E ancora suoni, i suoni del piacere di ritrovare i vecchi amici e di conoscere quelli nuovi: è il suono dei nostri ciao, dei nostri abbracci, delle nostre risate…
Ed ecco i mitici amici carraresi con la loro simpatia toscana, la loro straordinaria capacità di mitigare i dissapori e le difficoltà, sempre pronti ad aiutare senza mai un rifiuto nonostante la fatica quotidiana. Ecco anche il folto gruppo di Palermo sempre più solido e motivato da giovani belli e tenaci.
E ci sono anche gli amici della prima fila, sempre lì quando arriviamo o forse mai si allontanano, i Triestini;…e mescolati anche gli amici di Roma sempre in movimento e pronti a sfidarsi, ma anche a dedicare il loro tempo a pazientissime spiegazioni.
E poi quel parlare “strano” di lingue poco conosciute dei compagni giunti da tutta Europa, Olanda, Danimarca, Polonia, repubblica Ceca, anche compagni nuovi, che hanno disseminato tra di noi serietà, costanza e soprattutto tanto buon umore con quei sorrisi biondi e nordici
… E ancora voci, voci di maestri: una rosa veramente speciale anche quest’anno di maestri che sembra abbiano il potere di mandarci in confusione, prima uno e poi l’altro e poi ancora l’altro...eppure alla fine grazie ai loro consigli la pratica si dipana e scorre.
E poi la voce amica del Maestro, in pienissima forma, e, soprattutto, i suoi profondi silenzi che sanno sempre parlare ai nostri cuori spesso sordi e distratti dall’inessenziale…
Questo anno poi lo ricorderò di certo ancora con maggior piacere anche per il grande “Dono” che il Maestro ha voluto dare a me e a Chiara, in modo particolare, così giovani di pratica, ma anche a tutti i nostri compagni di spada e al nostro maestro con cui abbiamo condiviso fraternamente il piacere e l’emozione dei festeggiamenti, ma soprattutto le fatiche di tanti allenamenti…
…E insieme alla fine dello stage si spegne anche l’eco dei nostri kiai, dei saluti, delle brindate chiassose che restano un ricordo, ed anche il rombo di quel motore che lascia il campeggio portandosi con sè il nostro fedele compagno di spada, dopo un ultimo indugio con un cappuccino tanto per restare ancora un po’… insieme.



b Resoconto di Chiara sullo stage di Levico 2006

- Scusa cosa hai detto che fai in una settimana di ferie ?
- Faccio uno stage di Katori Shinto Ryu, che è una antica e bellissima arte marziale giapponese
(Faccia perplessa)
- Ma tu dopo un anno di lavoro invece di riposarti in vacanza ti vai a stancare? Invece di stare a dormire in spiaggia in un bel luogo di relax vai a sudare ? E magari paghi pure per quello ?
(faccia sempre più perplessa)
Ecco più o meno cosa mi sento dire da 2 anni a questa parte dai colleghi di lavoro nel mese di agosto, e questo mi fa sorridere…oddio, non che io queste domande il primo anno in cui presi la decisione di buttarmi nell’ avventura dello stage estivo non me le sia fatte.
Credo sia umano, ormai si ragiona in termini utilitaristici, soprattutto nella città di Milano dove vige la legge “pago, ergo pretendo”, o più semplicemente dove una volta ottenuta (non senza poca fatica) la fatidica settimana di ferie si inizia a pensare “ok ho il tesoro, e ora che cosa ne faccio ?”.
Ma alle volte bisogna capire che si può uscire dagli schemi, e invece di cercare affannosamente un luogo paradisiaco (meglio ancora se all-inclusive e last-minute cosi’ si può spegnere il cervello e pagare poco)…il paradiso provi a creartelo tu !
Levico Terme non è un paradiso, sono una media di 6 ore di pratica al giorno, sono fatica, vesciche e tanta stanchezza…però è garantito: il cervello lo spegni comunque !

Ogni volta che inizia lo stage c’è nell’aria quel mix di adrenalina, tensione, felicità per gli amici che si incontrano nuovamente, poi con lo scorrere dei giorni la tensione svanisce e lascia il posto all’ energia che libera finalmente di scorrere ,libera dalle paure, inizia a dare quella sensazione speciale di benessere. Dopo 3 giorni inizi a pensare che li si sta veramente bene e che potresti continuare la pratica all’ infinito, il ritmo cadenzato delle lezioni, le spiegazioni del Maestro, l’ opportunità di praticare con un infinità di persone, ognuna con il suo stile personale eppure aderente al medesimo kata (forma)…tutto questo personalmente mi fa bene e mi fa crescere…
Quest’anno ho condiviso anche altre 2 grandi esperienze (e questo davvero non ha prezzo) : il piacere di scoprire un amico di pratica che conoscevo solo in modo superficiale, Sergio e di scoprire che c’è più gusto nel fare le cose assieme, nel mangiare assieme, nel lavare assieme, nel lamentarsi assieme, nel bere un caffè assieme….
E poi il dono fattomi dal Maestro con il diploma di Kirigami Shoden, che ha messo in moto dentro di me tutta una serie di meccanismi (ancora devo capirli a fondo) che ora mi fa vivere la pratica non sono come svago ma anche come responsabilità, responsabilità verso i maestri che mi hanno insegnato, responsabilità verso i compagni con i quali condivido gli allenamenti, e forse non ultimo responsabilità verso me stessa. Ho fatto tradurre il mio diploma scritto con eleganti kanji dal Maestro da una amica giapponese perché volevo capire se il Maestro mi volesse comunicare qualcosa in particolare e…mi ha colpito molto la frase finale "…pertanto oggi consegno il Kirigami Shoden, sperando che continui ad allenarsi con tutto il cuore".
Questo significa che nella pratica da oggi ci vorrà più cuore, cosa significa esattamente non so ma spero di poterlo capire presto…


Concludendo non credo di essere cosi’ brava, di aver espresso realmente il senso di questa settimana,anzi forse ho fatto una gran confusione, insomma venitelo a provare…è meglio !


c Resoconto di Sergio sullo stage di Levico 2006

Lo stage internazionale di Levico di quest’anno resterà per me un ricordo da conservare con cura.
Per diversi motivi.
Innanzitutto per la presenza numerosa di praticanti provenienti da diversi paesi europei e da diverse regioni italiane. Mi sembra che ogni anno che passa aumenti sia il numero che la varietà dei paesi d’origine rendendo così lo stage non solo un momento di apprendimento per la presenza del Maestro Hatakeyama ma anche di significativo confronto con diversi stili di pratica.
Difficile è poi scordare l’intensità dell’allenamento; sei ore e mezza al giorno per 6 giorni e, malgrado questo, il tempo è trascorso senza problemi: in fondo è stato sufficiente non pensarci e praticare, adeguandosi ai ritmi della giornata senza cercare di trovare scorciatoie.
Ed ancora, lo stage di quest’anno significa ricordare e salutare due brave compagne con le quali ho trascorso molto del (poco) tempo libero, Chiara ed Alessandra; con loro, in uno dei campeggi di Levico, ho condiviso pranzi, cene e gli sguardi incuriositi delle persone che abbiamo incontrato ogni volta che, vestiti da veri samurai, andavamo verso la palestra oppure tornavamo al campeggio: vinto il primo imbarazzo è stato piuttosto divertente rispondere a chi si è fermato per porci qualche domanda.
Infine, un altro motivo per avere cura del ricordo dello stage di agosto è il grado ricevuto dal Maestro Hatayama: sarebbe ipocrita dire che il mio ego sia rimasto indifferente ed immobile; naturalmente non è così. Ma oltre al livello personale mi piace pensare che questo “dan” abbia un valore collettivo e che sia un riconoscimento per tutto il gruppo con il quale pratico a Milano ed all’interno del quale altre promozioni sono state riconosciute dal Maestro.
Forse è proprio questo il motivo per cui ricordare Levico 2006.




d Pensieri di Andrea sullo stage di Levico 2006

Ci ho impiegato un po’ a rielaborare il materiale dello stage estivo, non volevo scrivere le solite cose, quindi non avevo idea di come partire. Poi parlando con Carlo, che mi chiedeva delle impressioni da parte dei partecipanti Milanesi e Carrarini, che ho immediatamente girato a loro, mi sono detto: “Ma come, a loro chiedi di scrivere un pezzo sulle impressioni e TU ti nascondi dietro al non voler fare le solite cose? Adesso ti metti e scrivi le tue impressioni.”
Difatti sono qui e mi sono legato alla sedia con un cavo elettrico, fino a quando il pezzo non esce (ci ricorda qualche d'uno?).
Subito il mio ricordo va al primo momento in cui ho messo piede nel palazzetto di Levico. Una marea, mai vista prima, di persone che praticavano. Credo che, a memoria storica, non ce ne fossero mai state così tante in tutti gli anni passati, ne con il M° Y. Sugino, ne con il M° G. Hatakeyama, ne con loro due insieme. Questo dimostra che l’interesse per questa pratica sta aumentando ed il lavoro dei promotori (Maestri Italiani), sta portando allievi e praticanti appassionati che a loro volta coinvolgono altri.
Il lavoro di diffusione fatto con i gruppi esteri, dal Maestro Sergio Morstabilini, viene confermato dalla presenza di persone di tutta Europa in modo costante agli stage del M° Hatakeyama qui in Italia, cosa assai gradita da tutti. Purtroppo il gruppo meno presente a questo stage aimé lo devo ammettere è il mio, dovrò rivedere qualche cosa del mio modo di comunicare l’importanza di questi incontri, che valgono sei mesi di pratica fatta nel proprio Dojo.
Altro aspetto che credo personalmente di aver colto (spero), è quello dei certificati, che il M°H. ha dato e darà in futuro. I dan non sono tutti uguali, i gradi sono relativi alla persona che li riceve e non assoluti come se fossero medaglie alla fine di una gara. Chiariamoci, non è solo puro atletismo. Quindi il “mio” grado ricevuto con fatica e agognato e mai arrivato quando lo volevo, ha relazione direttamente con il mio modo di praticare, con l’intensità, con il cuore che ci metto. Se mi aspetto di più da gli altri, probabilmente devo dare di più, in prima persona. Tradotto in Italiano: se non mi arriva il dan devo impegnarmi di più su tutti i fronti. Tutti possono, attraverso il loro lavoro, ricevere un certificato. Difatti il M° H. ha dato di sua sponte certificati per noi inattesi e nemmeno richiesti, questo mi ha fatto riflettere molto sul significato dei gradi e mi ha fatto un enorme piacere che esattamente quelle persone lo abbiano ricevuto.
Un’altra cosa che mi ha lasciato di stucco ed ho pensato:”Ma come non ho fatto ad arrivarci prima!!!”, è la solita abitudine che il Maestro ha di dare delle calligrafie a tutti quanti, insieme ad i nomi dei Dojo ed al consueto Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu. Quest’anno ha fatto come in passato, una sola calligrafia particolare: Ma to Ma Ai to Zanshin. Anni addietro ha elargito a piene mani: Ichi Gan, Ni Soku, San Tan, Shi Ryki. E noi li ad appendere al muro con i chiodi o con il trapano a fare buchi, per assicurare per sempre alla parete la calligrafia del Maestro; fieri che ci abbia considerato degni di avere in casa una bella massima da fare vedere agli amici. Che babbeo! Non avevo capito che ci lasciava e ci lascia indicazioni di lavoro per l’anno a seguire. Ci sta lasciando i fondamenti su cui si muove il BUDO, non quadretti graziosi da esibire, ma cose su cui ponderare e sperimentare nella pratica. Quindi la prossima volta che affrontiamo uno stage con il Nostro Maestro dobbiamo dedicare attenzione a questo aspetto: il compito per l’anno seguente. È il cammino per la nostra crescita e quella del Katori oggi. (Qui si spiega perchè le Arti Marziali si svuotano di contenuti: nessuno ha più niente da dire, tutti meccanici in tuta. Si ha paura di affrontare alcuni argomenti, oppure semplicemente non si conoscono più). Credo che le difficoltà linguistiche tra noi ed il Maestro H., abbiano giocato il loro tiro mancino, distoltogliendoci l’attenzione da questo aspetto pratico. Il Maestro, non lo ha abilmente spiegato come di solito fa, con una lingua a caso magari "Neozelandese del Nord".
È comunque vero che uno capisce le cose quando è pronto; ora a voi capire altro, così che ci si possa aiutare a vicenda.

Ora non mi rimane che togliere dai muri, con rammarico, tutte le calligrafie; se avete dei suggerimenti per la stuccatura dei buchi lasciati dai tasselli, accetto volentieri consigli!!!
Cosa dire dello stage, è sempre la solita solfa (scherzo). Un abbraccio a tutti, ci vediamo sui tatami.




e Riflessioni di Salvo sullo stage di Levico 2006

Nonostante i miei parecchi anni di pratica nel mondo delle arti marziali questa è stata la prima volta in cui ho partecipato ad uno stage estivo lungo 7 gg. E devo dire di non essermi affatto pentito di aver stravolto le mie ferie estive - da sempre dedicate al mare - a favore del Katori.
Per me è stata una prova generale per la “tenuta” della mia gamba sx ad un anno da un intervento all’anca! E dopo i primi due giorni (forse più per reticenza psicologica) in cui mi sembrava di avere 2 tronchi al posto delle gambe, ho pian piano “forzato” e la risposta è arrivata! Il mio “personale” esame è stato superato con grande successo!
Personalismi a parte, ciò che poi è arrivato in realtà è di fatto quello che cercavo: la possibilità cioè di “imparare” tantissimo, grazie alla presenza e disponibilità di “esperti” e Maestri che si sono dimostrati sempre pronti a rispondere alle domande ed a praticare. Non nascondo che spesso son caduto in confusione per le diverse interpretazioni date su singoli passaggi dei kata; ma in fondo anche questo è stato e rimane spunto di riflessione ed approfondimento e fà parte della crescita.
Nel Tai chi – che pratico da molti anni- uno degli insegnamenti più importanti ritengo che sia “la pratica per la pratica”, e negli anni ti rendi conto quanto ciò ti abbia arricchito ed aiutato, perché proprio la pratica fine a se stessa, costante e incondizionata ti mette in grado di crescere e comprendere i benefici che dona e ti permette di scoprire aspetti dell’arte sempre più “sottili e profondi”. E questo mi si ripropone anche per il Katori! Ma ciò che mi affascina in particolare di diverso è la quasi maniacale attenzione che occorre dedicare ad ogni movimento e/o postura perchè, a differenza della pratica a mani nude dove il corpo può e tende a compensare le imperfezioni, “l’errore con l’arma si paga subito e a caro prezzo”!
Molto bello condividere kata, discussioni e birra…..con italiani e stranieri!!!
E già perché una ulteriore bella sorpresa è stato trovare un nutrito gruppo di “Europei” con cui confrontarsi……e rispolverare l’inglese “maccheronico” parcheggiato da qualche anno!
E poi le belle serate a tavola a raccontarsi le esperienze, in compagnia di buon cibo…e “grappa”! e poi “zichinì e barzellette” con i simpatici romani!!!!! ed ancora e di più la serata “milanese/carrarina” per veder premiata la passione di “giovani amicizie” dagli attestati del Maestro.
Ecco, il Maestro: fra i ricordi dello stage, certamente indelebile il Suo modo di esserci! La “passione” che traspare con forza ed evidenza da ciò che fà e da come lo fà! La rabbia che “manifesta” nelle brusche interruzioni quando non vede applicata la nostra attenzione nella pratica! E di nuovo eccolo che torna a spiegare l’arte e si dedica a tutti , dal più giovane al più esperto! senza esitare o “risparmiare” un briciolo di energia!!! Fra i Maestri con cui ho praticato, solo pochi mi hanno “trasmesso” simili sensazioni.

Credo proprio che anche le mie prossime ferie estive dovranno adattarsi alla settimana dedicata al Katori !




f Dal Presidente dell'Acc.di Spada Giapp. sul 1° Stage Promozionale a Milano 2007

Cari Soci e amici,
voglio esprimervi un sentito ringraziamento per la partecipazione e il contributo alla riuscita della manifestazione promozionale che si è svolta la scorsa domenica 11 febbraio.
Era la prima volta, non solo per la nostra neonata associazione, ma per molti di noi pur vecchi di decine di anni di arti marziali; dicevo la prima volta che ci si poneva l’obiettivo di far conoscere, ma soprattutto far “provare” la nostra disciplina anche a chi non ne ha mai sentito parlare: è andata bene, la partecipazione ha superato le migliori aspettative.
L’aspetto dell’iniziativa che mi fa esprimere un giudizio positivo non è tanto legato alla presenza numerica bensì alla partecipazione instancabile, intensa e concentrata di tutti anche dei ragazzi più giovani oppure dei meno giovani come me: tre ore di “tanto tanto keiko” (usando le parole in italiano+giapponese del Maestro Hatakeyama), tre ore interrotte solo da brevi spiegazioni degli esercizi, spiegazioni seguite con la massima attenzione da tutti.
Da vecchio praticante non posso che essere contento della meravigliosa esperienza che abbiamo realizzato insieme. GRAZIE PARTECIPANTI
Permettetemi però di ringraziare qui di seguito anche coloro che hanno lavorato per organizzare la manifestazione.
Innanzi tutto coloro che non hanno potuto parteciparvi perché impediti dalla distanza, dall’influenza o da un impegno di lavoro improvviso e improrogabile: il vostro entusiasmo ci ha aiutato comunque anche se non eravate presenti.
Un ringraziamento alla struttura amministrativa della UISP che ha lavorato due volte (abbiamo spostato all’ultimo momento la data dell’iniziativa per il blocco del traffico) e all’ultimo minuto senza farlo pesare minimamente.
Un ringraziamento per la direzione tecnica al Maestro Andrea Re e agli Yudansha (Luca Matteucci, Fabio Campanini e Sergio Saracino) che lo hanno assistito.
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno diffuso, “girato/inoltrato” le nostre note informative.
Infine un ringraziamento personale e particolare al socio Rodolfo Rotta che si è prodigato, anche di notte, quale “ufficio stampa” dell’associazione. GRAZIE A TUTTI
Un caloroso saluto dal Presidente dall’Associazione,

Carlo Faleschini


g Rodolfo scrive sul 1° Stage Promozionale a Milano 2007

Cari Amici, Fratelli e Compagni di pratica,
scrivo per condividere i miei pensieri e le mie emozioni sullo stage promozionale dello scorso 11 febbraio: è andata molto bene, la partecipazione ha superato le migliori aspettative e – sopratutto – abbiamo trascorso quelle ore di pratica insieme in grandi armonia ed entusiasmo e con serena passione per quanto stavamo facendo e credo che questa sia la vera ricchezza della giornata.
Inizio a commentare dai “numeri” che penso siano la prima e l’ultima cosa da considerare: ci siamo trovati in oltre un centinaio di persone, quasi equamente suddivise tra praticanti e neofiti ... Sorprendente e ancor più piacevole considerare che tutti abbiamo fatto il primo passo lasciando il tepore delle lenzuola in una “brumosa” domenica mattina di inverno.
Le vere ricchezze, dicevo, sono stati lo spirito e l’energia positiva con cui ciascuno di noi è arrivato, ha partecipato e concluso la mattinata di pratica insieme. Tutti, a partire da neofiti che si sono impegnati entusiasticamente nelle differenti guardie e nelle sequenze di movimenti via via più impegnativi, ai praticanti che si sono lanciati sin dai primi istanti nella pratica dei kata delle varie discipline (iai, ken, bo e naginata), agli yudansha e ai maestri che si sono impegnati nella difficile arte di accompagnare la altrui pratica cercando sempre di coinvolgere e mostrare i movimenti e lo spirito migliori. Per tutta la mattinata mi sono sentito immerso in un flusso continuo di energia lieve e vibrante, energia che – spero che sia cosi’ per tutti – riesco ancora a sentire scorrere dentro ed intorno a me.
Ringrazio quindi tutti coloro i quali hanno partecipato allo stage e contribuito alla sua ottima riuscita sia collaborando all’organizzazione e alla reallizzazione sia facendo la cosa più importante: essere con noi in questa bellissima esperienza.

Un abbraccio a tutti
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h Ivan scrive sul 1° Stage Promozionale a Milano 2007

Ho trovato molto interessante lo stage di domenica e sono rimasto sorpreso dal vostro livello tecnico e dalle metodiche di allenamento che utilizzate. Non che immaginassi un livello tecnico inferiore ma una cosa è presumere e un'altra è vedere con i propri occhi che ogni movimento dei praticanti avanzati della Katori Shinto Ryu esprime a proprio modo la ricerca, tipica del Bushido, della perfezione.


i Emozioni di Veronica sullo Stage Promozionale a Milano 2007

Carissimi compagni di pratica,
scrivo per lasciare la mia impressione molto positiva sullo stage promozionale di domenica: sottolineo che per me è stata la prima esperienza, è il primo stage a cui ho partecipato! Molti particolari mi hanno colpito e sono rimasti impressi nel cuore, come la numerosa partecipazione, l'energia incredibile che ci siamo trasmessi tutti insieme, e soprattutto praticare con altre persone che non avevo mai conosciuto; è stata l'esperienza più forte, e la voglio ripetere molte altre volte, davvero! Il saluto iniziale e finale mi ha lasciato un'emozione grandiosa, da brivido!
Ringrazio infinitamente tutti i maestri e Yudansha che si sono dedicati alla nostra pratica e a proporci esercizi, anche nuovi, sempre stimolanti e interessanti.
Spero di ripetere questa esperienza al più presto, perchè davvero ne sono rimasta piacevolmente colpita!
 
Un caloroso saluto a tutti i partecipanti, collaboratori e maestri e spero di poter condividere ancora tutte le emozioni che ho vissuto domenica con tutti voi!



l Mimmo, sullo Stage Promozionale 2007 a Milano

E' stato il mio primo stage da quando pratico Katori (5mesi), a dire la verità il primo in assoluto, pur avendo un passato e un presente da Aikidoka. Un esperienza molto bella, devo dire che nonostante la mia timidezza mi sono sentito subito a mio agio, sarà stato per l'energia positiva trasmessa da tutti i partecipanti. L'evento mi ha anche permesso di usare per la prima volta il mio nuovo Iaito, acquistato quattro giorni prima, che non avevo ancora avuto modo di usare nel mio dojo, tutto è andato bene non ho ferito nessuno e lo Iaito è ancora intatto. È gia un bel traguardo. Sono state tre ore di pratica intense con piccole pause solo durante le spiegazioni dei kata dei Maestri ma ricordo che quando ci hanno richiamato tutti per il saluto finale mi sono detto...ma come è gia finito?? In conclusione una bella giornata ricca di valori positivi e di bella gente, un esperienza da ripetere sicuramente.
Grazie a tutti


m Chiara sullo Stage Promozionale a Milano

Eccomi a scrivere le mie impressioni ,anche se un po' in ritardo, e forse queste cose andrebbero buttate giù di botto quando possiamo ancora sentire tutte le emozioni in modo chiaro e forte, ma è comunque sempre un piacere riviverle anche quando sono sedimentate dentro di noi.
 
La mattina di domenica mi alzo consapevole del fatto che ho la febbre e che l'influenza mi ha un po' fiaccata, ammetto che la tentazione di rimanere a letto è stata forte ma non posso mancare mi dispiacerebbe troppo, mi conosco, allora cerco di riprendermi pensando che come è successo altre volte, iniziata la pratica, dopo un po' di fatica iniziale l'energia verrà rimessa in moto.
 
In macchina con Alessandra discutiamo del fatto che i partecipanti non potranno essere molti perchè non abbiamo fatto una grandissima pubblicità tipo azioni di volantinaggio e simili, e poi organizzare questi eventi alla fine è sempre davvero una bella scommessa, però sono comunque speranzosa e soprattutto muoio dalla voglia di vedere in effetti quanti "curiosi" ci saranno !
 
Dopo i piacevoli saluti, abbracci e sorrisi dei vecchi compagni di pratica, ci si guarda in giro e penso con piacere di tutti possiamo notare che siamo veramente in tanti, un bel gruppone vario, un mix di praticanti di vecchia data, Maestri, principianti, praticanti di altre arti marziali che per un giorno vogliono provare a fare Katori Shinto Ryu, e anche qualcuno del pubblico che è venuto forse solo per vedere... 
 
Alla fine 3 ore sono volate, nemmeno il tempo di praticare con tutti quelli che avrei voluto, e via foto finale del gruppo per immortalare l'evento, penso che il Maestro Hatakeyama proverà stupore e piacere nel vedere quante persone sono interessate all'arte marziale a cui lui sta dedicando tutta la sua vita.
 
Nel complesso credo sia stata una grande opportunità di farci conoscere, di proporci come alternativa a chi vuole vivere una esperienza serena senza l'onnipresente agonismo, una conferma del fatto che possiamo essere in tanti, differenti ma comunque lavorare tutti assieme, e scusate se è cosa da poco !
 
Credo che l'Associazione, che non ha nemmeno un anno di vita alle spalle, abbia fatto un grande sforzo per riuscire a superare tutte le difficoltà tecnico/organizzative ma sicuramente penso che visti i risultati entusiasmanti prima o poi ci troveremo a scrivere sul 2° Stage Promozionale !
 
Arrivederci a tutti sul tatami



n Luca: impressioni sullo Stage Promozionale a Milano

E’ sempre e comunque un piacere, incontrare vecchi e nuovi amici sul Tatami, incrociare con loro il Bokken e faticare generosamente insieme cercando di “portare a casa” un piccolo miglioramento per far crescere la pratica.
Ma lo stage di domenica è stata una giornata veramente particolare, il primo appuntamento promozionale organizzato dalla nostra Associazione. Devo ammettere di essere rimasto positivamente stupito nel trovare sul Tatami tantissimi praticanti di altre discipline Marziali, tutti motivati ed entusiasti di potersi cimentare nell’uso della spada Giapponese.
Il palazzetto era veramente pieno e ho avuto la piacevole sensazione di partecipare ad una grande festa del Budo, dove l’ospite più importante è stato il Bokken.
Nel vedere tutti quei Bokken in movimento mi sono “ricordato” di quanto fascino e rispetto susciti sui marzialisti questa antica e nobile arma.

Un saluto a tutti e buona pratica.



o Andrea e lo Stage Promozionale a Milano

Sto ricevendo gli scritti, i pensieri e le emozioni dei partecipanti allo Stage promozionale e mi è venuta voglia di aggiungere il mio vissuto di quei giorni ed in modo particolare "quel" giorno.
Da quando quest'Accademia associativa è nata, si è ventilato nell'aria, di fare qualche cosa per gli associati che non fosse il solito stage e/o la solita dimostrazione: ed in una bella 1a assemblea, decidemmo di organizzare uno Stage Promozionale per avanzati e curiosi, quindi gratuito!
In un primo momento, decidemmo date ecc. ma gli impegni di uno o dell'altro ci portavano sempre a spostare le date, iniziavo a dubitare che riuscissimo ad orchestrare l'evento. Finalmente fissammo una data, ma aimé dopo poco ci accorgemmo che un blocco del traffico incombeva sulla manifestazione. Cambiammo data e spostammo di 15gg in avanti il nostro appuntamento. Quindi con scambi di e-mail ecc. l'organizzazione impostò: locandine, opuscoli riguardanti il Katori, i Dojo, ed i prosimi Stage, da dare ai curiosi.
La mattina del sabato ci trovammo in tre a casa mia, per ritagliare e comporre gli ultimi opuscoli, e preparare il cartello di benvenuto con le info, e la scritta per il Kamiza. Nel frattempo le richieste di partecipazione dei curiosi, erano arrivate al loro massimo. Noi tre facevamo pronostici: - 10 persone nuove arriveranno. - - No, secondo me ne arrivano 20 ! - - Ma guarda, è possibile anche 25 sapete, non smettono più di scrivere e come possono iscriversi, forse pensano ad un numero chiuso di partecipanti ! -
Bene, queste sono stati i retroscena che quach'uno conosce, ed altri no.
Il resto lo avete visto da voi, un risultato al di là di ogni aspettativa; forse c'è un interesse che neanche immaginiamo dietro a queste cose, cercate per anni e mai trovate. Speriamo di aver trovato un modo di rendere alla spada giapponese la giustizia che si merita ed il giusto spazio, alla pari delle più conosciute Arti Marziali Giapponesi.

Vorrei fare un appunto sul discorso finale così accorato, del Presidente della nostra Associazione, Carlo Faleschini.
È
sono state parole dirette al cuore: "Sono contento di avervi incontrato qui, attraverso la pratica".
Difatti, non ha aggiunto che ci potevamo trovare al bar o in un altro luogo, ma ci siamo e continuiamo ad incontrarci nella pratica di ciò che facciamo al di là di ideologie e pensieri differenti sulle cose e sul mondo. Questa pratica fa incontrare i nostri cuori e lì si fondono e mutano insieme.

Un abbraccio a tutti.


p Emanuele scrive sullo Stage Promozionale

E’ una fredda mattina di Febbraio quando, tra varie defezioni per influenze, problemi di lavoro, impegni dell’ultimo minuto, alla fine ci ritroviamo in 3: Enzo, Paolo ed il sottoscritto all’ora prestabilita sotto casa mia per raggiungere la palestra in via Valvassori Peroni sede del primo stage promozionale della associazione. Per me e’ il secondo stage da quando ho conosciuto – quasi per caso – il Katori Shinto Ryu; durante il tragitto in auto parliamo come al solito di tecniche, livello di pratica e di come piu’ cose apprendiamo di questa splendida disciplina e piu’ ci accorgiamo di non sapere.
La prima cosa che mi ha lasciato stupefatto e’ stato l’elevato numero di partecipanti di cui molti visi completamente sconosciuti, davvero non mi aspettavo che ci fossero cosi’ tante persone interessate a questa pratica. Tra le dimostrazioni dei kata di kenjutsu / bojutsu / naginata tenute da Andrea e Carlo e la nostra pratica la mattinata e’ passata in un lampo.
Personalmente mi sono “portato a casa” un sacco di consigli dai Yudansha con i quali ho praticato e, come al solito , molte cose che davo erroneamente per acquisite mi sono state corrette; la possibilita’ di praticare con compagni che normalmente non si incontrano, a mio avviso, ci permette di considerare delle sfumature nei movimenti e nella loro interpretazione che nella pratica quotidiana (con gli stessi compagni) non riusciamo a cogliere.
Alla fine della mattinata, con i piedi consumati per la pratica, faccio il bilancio di questa esperienza e come al solito e’ positivo, ne valeva la pena e spero di riuscire a partecipare anche alle prossime iniziative.
Un saluto a tutti. Emanuele


q Carlo e lo stage del 25 Aprile a Milano

Bello stage ieri, tanta partecipazione, grande entusiasmo e armonia.
Il maestro mi è piaciuto moltissimo già da subito, quando l'ho visto arrivare, e il suo modo di insegnare si è rivelato proprio interessante anche quando ci costringe ad interpretare un pò le frasi (ma non è certo la fantasia che ci manca). Proprio bello, mi sono "divertito" veramente.
Grazie, ciao, a presto. CARLO


r Valeria e lo Stage a Folgaria del 1°Maggio

Ve lo racconterò in due modi e a voi non resterà che leggere solo la parte che vi interessa.

1. Dove ci troviamo tu con chi vai e cosa porti (lo stage del ponte del Primo Maggio a Folgaria)
Solite organizzazioni di gruppo: quando si parte dove ci troviamo tu con chi vai e cosa porti.
Si arriva e dopo saluti e convenevoli si inizia un po’ la “vita da stage” che è un misto tra la vita da campeggio e la vita a Milano come fosse sempre giovedì (cioè giorno di allenamento allo Zanshin Dojo).
Mattina allenamento poi pranzo e pomeriggio passato a vagare con grandi progetti e forse troppa stanchezza addosso per metterli tutti in pratica....
E così passano i giorni tra luculliane cene annaffiate da svariate e numerose grappe, chiacchierate e giri per il corso principale di Folgaria, spesucce di vario tipo ma soprattutto sempre presente il motore principale che occupa le nostre conversazioni i nostri sogni e le nostre più grandi aspettative: il Katori Shinto Ryu.

2. Tra il cuore e lo stomaco (il mio stage del ponte del Primo Maggio a Folgaria)
Il mio stage è iniziato tre giorni prima quando ho saputo che non sarei potuta andare.
Paradossale vero? Eppure dopo uno settimana in cui non si parlava d’altro era un po’ come essere già lì. E tre giorni prima causa forza maggiore, ho preso la soffertissima decisione di non poter partire.
E ci sarebbe da fare un tema solo su tutte le emozioni che mi sono passate tra il cuore e lo stomaco per questo.
Per cui, mi son detta, mi accontenterò della lezione con il Maestro e della settimana comunque intensissima considerato lo stage del 25 Aprile, più le normali lezioni del lunedì e del giovedì.
Ma venerdì dopo la lezione con il Maestro, a cena, mi sono ricreduta.
E di nuovo le emozioni tra il cuore e lo stomaco, ma amplificate per mille a partire da quella più forte, sentirsi voluti, che non è sempre necessariamente da dare per scontata. E per questo un ringraziamento speciale a Sonia, Nadia e Salvo.
Insomma alla fine finalmente si parte.....
Il primo giorno è stato difficile, la paura sempre presente di confrontarsi....e di rimanere “sconfitti”, rimanere delusi da se stessi più che altro.
Poi la vicinanza....così stretta, così costante...di persone che si vedono sporadicamente e con cui si parla forse ancora meno, la necessità di adattarsi a una vita comune, a cui, anche se solo per 4 giorni, non si è per niente abituati.
Sempre in discussione, sempre sotto l’occhio vigile dei maestri, sempre sotto pressione.
In realtà neanche troppo tempo per abituarsi a tutto questo.
E così arriva il secondo giorno, e tutto sembra distendersi, rilassarsi, le idee sono più chiare e la voglia di fare e di partecipare sempre più grande.
I rapporti con le persone fanno meno paura e il confronto e la competitività passa in secondo piano quando si comprendono le ragioni della nostra presenza lì.
E tuttavia, bisogna ancora ingranare, non è tutto ancora chiaro e le zone d’ombra che sostano tra il cuore e lo stomaco continuano a vibrare.
E’ un crescendo, un flusso continuo di informazioni, nomi, parole e risate che si confondono nella mente.
E ci si ritrova alla fine con un bagaglio di conoscenza e di tecniche incredibile ancora da assimilare completamente tentando di rimanere concentrati e di ricordarsi tutto quello che si è visto e che è stato detto.
Poi capita di riuscire ad avere la fortuna, come l’ho avuta io, di parlare con persone che riescono ad illuminare quelle vibranti zone d’ombra, con poche, semplicissime parole.

 


 

sRiflessioni varie e appunti sparsi sul mese di Aprile-Maggio

Anche quest'anno il Maestro Hatakeyama è venuto a regalarci le sue preziose lezioni, lo stage di Milano e il più recente appuntamento a Folgaria di alcuni giorni che ci hanno permesso di assaporare il gusto di una pratica continuata e serena.

Il Maestro ha impostato le sue lezioni in modo che potessero praticare avanzati e neofiti assieme in maniera armoniosa, ha ribadito l'importanza dei fondamentali, dei "suburi" che magari spesso ci annoiano; ma oltre il livello tecnico delle spiegazioni e la disponibilità del Maestro, mai seccato di ripetere le stesse cose, ciò che mi ha soprattutto colpito è stato il suo sorriso, la sua gioia nell'accostarsi alla pratica.

Credo che molti di noi abbinino la pratica marziale a qualcosa di pesante, ad una disciplina ferrea e ad una sorta di auto-repressione; bene! il Maestro credo abbia smentito clamorosamente questa idea: mi sono stupita della gioia che un uomo di 78 anni potesse mettere nell'eseguire una forma che pratica da 50 anni con lo stesso entusiasmo e lo stesso sorriso di un neofita, credo sia importante anche per noi mantenere sempre nel tempo questa maniera di sorridere.

L'altra sensazione che ho provato nella pratica è stata che dobbiamo impegnarci maggiormente nella precisione;* *l'ormai famoso motto del maestro "piano, piano con precisione" pare nasconda una grande verità: tutti vogliamo correre (come facciamo nella vita di ogni giorno) magari per mostrare quanto siamo veloci e bravi...ma ecco che i tagli di DO diventano imprecisi, i TEURA traballanti...insomma bisognerà proprio sforzarsi di fare "piano, piano con precisione" per davvero, altrimenti il Maestro continuera' a ribadire le stesse cose (con infinita e amorevole pazienza) senza poterci svelare altro della magnifica arte del Katori Shinto.

Durante gli ultimi stage poi ho avuto modo di praticare con persone che non vedevo da molto tempo, e che mi ha fatto molto piacere incontrare, in ordine sparso: gli amici di Palazzolo, gli amici di Roma (Sabrina e Franco con la loro cagnolona Teodolinda, Oliviero, Dalila) con i quali oltre alla pratica abbiamo condiviso delle cene e dei pranzi memorabili (spero sempre che non vengano diffuse certe fotografie "compromettenti" ), gli amici di Carrara (Daniele, Luciana, Gianni...) che prima o poi andrò a trovare in un week-end al mare, ovviamente quelli di Milano, Giuseppe di Palermo e tutti quelli che ora non ricordo.
Discorso a parte per il gruppo dello Zanshin Dojo (quest'anno eravamo in tantissimi!), un gruppo che sta crescendo bene assieme e con il quale mi sto sentendo davvero "a casa"; vorrei abbracciare uno per uno (sempre in ordine sparso) Andrea, Salvo, Valeria, Veronica, Nadia, Alessandra, Irene (il Maestro Hatakeyama poi non ha potuto non notare la quantità di donne "tante onna, onna" )...con i quali abbiamo condiviso anche i momenti extra stage, i pic-nic improvvisati fuori dal camper con pane e salame, i giri per
Folgaria, le grappe e i bombardini, le partite a carte e tutti i momenti liberi.
Ora ci aspettano altri appuntamenti con il Maestro, a Bergamo, Iseo e di nuovo a Folgaria quest'estate ad agosto, sarebbe decisamente un peccato non esserci !

Prima di chiudere, un pensiero ancora a tutti i Maestri italiani che hanno reso possibile la venuta del Maestro Hatakeyama in Italia, un grande GRAZIE!

Chiara


 

tVeronica: ecco le mie impressioni dello stage di Folgaria


Questo magnifico stage mi ha lasciato tantissime sensazioni piacevoli, un insieme di cosette tecniche non male (che sto ancora ingranando, pazienza pazienza) e soprattutto la gioia di aver praticato a piena energia con un sacco di persone che non avevo mai visto, che mi hanno aiutato molto dandomi un sacco di consigli utili, davvero ringrazio tutti !
Inoltre sono davvero felice di aver finalmente conosciuto il maestro Hatakeyama, che si è rivelato una persona davvero alla mano, molto disponibile, e anche burlone (ricordo lo scherzetto che mi ha fatto in paese nascondendosi alle mie spalle...ho perso trent'anni di vita per lo spavento!).
Il Maestro è davvero una leggenda vivente, sono onorata di aver fatto la sua conoscenza!
Ehehhe ne voglio fare molti altri di stage come questi, mi sono divertita in tutti i sensi: nella pratica, in giro con il gruppo, però sono sospettosa sul ristorante di carbonare: ma non è che ci avevan messo all'ingrasso per cucinarci poi come pietanza speciale?
Spero di esserci allo stage di agosto sempre nella magnifica comunità di Folgaria (ehehe c'era scritto così sul cartello di benvenuto al paese), anche se purtroppo è dura, sto bisticciando con un collega per farmi lasciare i giorni di ferie grrrr... !!


uCronostoria di Simone a Palazzolo

Il nefasto suono della sveglia mi riporta alla realtà mooolto prima del solito. Non appena sorge in me un minimo barlume di coscienza, mi auto-maledico per la sciagurata idea di partecipare a questo stage: sono stato forse troppo frettoloso nel prendere una simile decisione? Come un morto vivente mi trascino per la casa ed un attimo dopo, senza accorgermene, mi ritrovo inscatolato come una sardina tra i miei compagni, sui sedili posteriori dell’auto di Alessandro, completamente impossibilitato a muovere anche solo un dito del piede. Mi spiegano, non senza una vena di malizia, che è il praticante più giovane a doversi sacrificare stando in mezzo: prendo nota mentalmente e mi riprometto di essere io il prossimo anno il carnefice di qualche malcapitato novizio. Un caffè serve a ridestare almeno in parte i miei sensi ancora sopiti e dopo poco più di 3 ore di viaggio mi ritrovo catapultato nello splendido dojo di Palazzolo. Nella mia innocenza da principiante provinciale resto subito profondamente colpito dall’ ambiente, molto scenico e professionale (tatami, armi e fotografie appese ai muri etc etc), che trasuda spirito di arti marziali da ogni più remoto angolino. Faccio due passi e mi trovo davanti la leggenda vivente, semplicemente IL Maestro, colui che in questi pochi mesi di Katori avevo potuto osservare solo in qualche fotografia. La scoperta più grande che mi riserverà lo stage non sarà però la straordinaria bravura tecnica del Maestro bensì la sua grande disponibilità; una persona davvero solare, paziente, gentile, capace di scherzare anche con un giovanotto alle prime armi… insomma una persona dalle doti umane eccezionali, ben lontana dai tanti guru altezzosi e superbi che spopolano in tutti campi. Il tempo di cambiarsi e si inizia l’allenamento: sarà l’emozione ma per la prima mezzora riesco a sbagliare anche l’impossibile, poi piano piano torno sui miei livelli standard (comunque molto bassi!). Cerco di fare tesoro dei consigli che mi vengono forniti dagli altri praticanti e mi cimento in improbabili dialoghi in un inglese zoppicante per poi scoprire puntualmente che il mio dirimpettaio è italiano.
Volano così le prime tre ore di allenamento. Dopo uno spuntino e una breve dormitina sul prato ci spostiamo a Bergamo. La palestra è davvero ampia e spaziosa, ma è inondata da un’ umidità pazzesca. Grondante di sudore e con qualche precoce segno di cedimento riesco, arrancando, ad arrivare al termine anche del secondo allenamento. Alla sera mi attende l’ esibizione davanti al pubblico che, al momento della selezione, avevo furbescamente cercato di evitare provando a defilarmi in modo soffuso… simile astuzia non era però bastata in quanto Alessandro, prevedendo le mie subdole intenzioni, mi sorvegliava attentamente. Giunto il momento fatidico, riesco a svolgere i primi tre kata quasi senza accorgermene per poi incepparmi puntualmente sul quarto.. in qualche modo lo porto a termine e per me è comunque un trionfo. Ingurgitiamo quindi una gustosa pizza e ritorniamo a dormire a Palazzolo. In un baleno mi ritrovo avvolto nel sacco a pelo e conto di addormentarmi speditamente, ma ho fatto male i miei calcoli: bande di giovinastri dal tasso alcolico alterato schiamazzano nella vicina birreria e tentano di emulare Valentino Rossi in estenuanti gare con motorini truccati. Scaglio contro di loro qualche simpatico anatema ben sapendo che il loro modo di trascorrere il sabato sera non è troppo diverso dal mio. I decibel che rimbombano nella palestra oscura, inoltre, sono fortemente incrementati dall’ armonioso ronfare di qualche losco individuo che mi riprometto di tagliuzzare con il mio bokken l’ indomani. Il sonno tanto bramato infine sopraggiunge e rinvengo in un mondo onirico popolato da katane, lance, bastoni e bokken che mi assalgono da ogni dove. Capisco che non è dunque destino che io possa riposare e cerco di auto-convincermi, inutilmente, che quelle poche ore di sonno agitato basteranno per farmi sprizzare energia da ogni poro negli allenamenti che mi attendono. Il tempo di divorare un’ appetitosa brioche al cioccolato e ci trasferiamo in un’ altra palestra di un paesotto chiamato Adro (se la memoria non mi tradisce). L’ impatto con il pavimento è alquanto traumatico, sembra di muoversi su carta vetrata! Non posso dire di avere dei delicati piedini da ballerina ma convengo che è meglio cercare di muovermi in maniera più soave del solito ed evitare le derapate che mi contraddistinguono. Proseguo nella pratica e ottengo dritte da ogni praticante che affronto (ringrazio tutti per la pazienza): dalle spiegazioni di ognuno e dalla visione delle loro movenze mi rendo conto di essere abbastanza superficiale e di porre poca attenzione nei particolari. Resto incantato anche dalla precisione di altri principianti come me, il mio modo di praticare il Katori è sicuramente molto meno “professionale”: vivo quest’ arte in maniera ancora fanciullesca, mi basta tenere il bokken tra le mani per essere soddisfatto e felice come un bambino, sono un po’ le stesse sensazioni che ho sempre avuto con una palla tra i piedi. Dopo pranzato le cose si fanno molto più dure, i momenti di black out sono decisamente più copiosi degli attimi di lucidità, comprendo di essere ormai alla frutta. Qualche anima pia prova a insegnarmi un po’ di Bo ma la mia capacità ricettiva è ormai prossima allo zero assoluto e temo che i loro sforzi siano stati vani. L’ ultima ora è un calvario, l’ orologio che domina la palestra sembra non funzionare, il tempo passa più lento che durante le lezioni di latino al liceo. La provvidenza divina giunge in mio soccorso sottoforma di una ragazza milanese che mi allieta con la sua simpatia e mi tiene compagnia sostenendomi ogni volta che sto per cedere. Anche l’ ultimo allenamento è finalmente portato a compimento e dopo una birretta ricostituente si torna a casa pienamente soddisfatti dell’ esperienza vissuta. Simone


Simone e Iseo

Guardo fuori dalla finestra e l’ unico pensiero che mi vaga per la mente, annebbiata e sconnessa, è che il sole non è ancora emerso dal mare e che i galli probabilmente stanno giacendo inermi nel pollaio, il momento del loro concerto mattutino è ancora lungi dall’ arrivare. Temprato dall’ esperienza della settimana precedente ho però una maggiore lucidità e riesco perfino a rendermi conto di avere infilato i pantaloni al contrario. Questa nuova avventura inizia senza i compagni di viaggio della scorsa volta, purtroppo mancano sia Laura che i due Alessandro, siamo solo io ed il Maestro (Alessandro pure lui!). Anche la durata dello stage sarà diversa, ci fermeremo solo al sabato e faremo ritorno a casa in giornata. Durante il tragitto ascolto con interesse la storia dello sviluppo del Katori in Italia ed Europa e vengo aggiornato su molti dettagli di cui ignoravo candidamente l’ esistenza. Arriviamo per primi ad Iseo e resto istantaneamente incantato dalla straordinaria bellezza del posto, una location davvero azzeccata per uno stage all’ aria aperta. Questa terrazza d’ erba sul lago posta davanti ad un paesaggio maestoso non dubito possa essere considerata una sorta di paradiso in terra, dopo due minuti ne sono già innamorato neanche fossi stato ipnotizzato da una sirena. Piano piano arrivano tutti i partecipanti e parte lo stage. Il Maestro Hatakeyama inizia dedicandosi a noi principianti e ci spiega con infinita pazienza i fondamentali, dopodiché si inizia il lavoro a coppie. Sferzati da una piacevole brezzolina pratichiamo come sempre guidati da un grande entusiasmo. Non smetto mai di imparare cose nuove, tra l’ altro è incredibile il numero di strafalcioni che accumulo in pochi kata, riesco a stupire perfino me stesso. Mi rendo conto che i miei compagni di Monfalcone devono essere dei santi per non avermi ancora cacciato a calci dalla palestra e per correggermi sempre con disponibilità e gentilezza, nonostante io continui imperterrito a commettere sempre gli stessi sbagli (a volte per non smentirmi ne tiro fuori pure di nuovi…). Lo stage prosegue in scioltezza, non sento troppo la fatica e ogni tanto mi rinfranco con un goccio d’ acqua. Vengo continuamente indottrinato dagli altri praticanti, in particolare mi sembra doveroso dedicare un caloroso ringraziamento alla ragazza polacca che con la sua inesauribile carica di energia mi corregge in moltissimi passaggi, istigandomi anche ad essere più aggressivo e diretto (cosa che, causa il mio stesso carattere, mi risulta quasi improponibile). Arriva il momento dello spuntino ed in men che non si dica mi autotrasporto in piscina. Qui sequestro uno dei tanti lettini e mi distendo beatamente al sole: rapito da Morfeo, sonnecchio però un po’ troppo e mi ritrovo abbrustolito come un peperone alla griglia. Di colore rosso fuoco, dopo una nuotatina rinvigorente, torno verso il terrazzino d’ erba e prima di dedicarmi nuovamente al Katori mi concedo lo sfizio di un bagnetto veloce nel lago. Le ultime due ore di allenamento risultano dure soprattutto per il sole che mi batte pesantemente in testa ed il Maestro, impietoso, ci proibisce l’ ombra. Intuisco che il mio cervello è ormai totalmente frullato quando inizio a barcollare come un vecchio ubriacone dal fiato nauseabondo, ma per mia fortuna siamo praticamente giunti alla fine anche di questa giornata. Birretta e saluti di rito segnano l’ inizio del viaggio di ritorno, durante il quale ho l’ onore di condurre la macchina di Alessandro da Verona a casa: tale evento dimostra in maniera insindacabile che anche lui era parecchio annebbiato se non si è reso conto del pericolo che correva affidandosi alla mia guida! Simone



Lettera di ringraziamento del Presidente Carlo Faleschini, a Sergio Mor Stabilini

Cari soci dell’Accademia di spada giapponese e amici della Jitakyoei Budo,
permettetemi di esprimere a nome di tutta l’associazione e mio personale, un grande ringraziamento al M.o Sergio Mor Stabilini per lo stage diretto il 1 e 3 marzo scorso a Milano.
Voglio esprimere a Sergio un particolare ringraziamento per il contributo sia umano che tecnico portato alla nostra piccola ma riuscita manifestazione.
Questo contributo tecnico ci ha permesso di studiare alcuni passaggi dei kata, entrando nei minimi particolari con efficacia. E’ stata inoltre l’occasione per godere concretamente della sua disponibilità e amicizia confrontando proposte, riflessioni ed anche preoccupazioni per il futuro: ciò rinsalda e approfondisce il rapporto e la collaborazione tra le nostre associazioni nel cammino del Katori.
Nel salutarvi invito tutti alle future iniziative che vedranno presente il Maestro Hatekeyama.
Il Presidente
Carlo A. Faleschini



La risposta alla lettera del Presidente Carlo Faleschini, da Sergio Mor Stabilini

Sono felice che lo stage sia stato proficuo e ringrazio voi e i vostri allievi per l'invito a dirigere questo vostro incontro.
Sono certo che questa fattiva collaborazione continuerà e si rafforzerà anche attraverso i prossimi incontri con il Maestro Hatakeyama.
A presto
Sergio


Indirizzate liberamente alla segreteria: i vostri pensieri, i commenti, le riflessioni, i ricordi, resoconti, scritti, impressioni ed emozioni. Verranno tutti pubblicati in questo spazio dedicato a Voi e a chi vuole leggere di Noi...


Album Fotografico Katori Aikido