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| Indirizzate
liberamente alla segreteria: i vostri pensieri, i commenti,
le riflessioni, i ricordi, resoconti, scritti, impressioni ed
emozioni. Verranno tutti pubblicati in questo spazio dedicato
a Voi e a chi vuole leggere di Noi... |
a Resoconto di Alessandra
sullo stage di Levico 2006
Il
mio secondo stage a Levico inizia con un suono, un rombo che
si avvicina sempre più, pacato e solido: è il
motore del camper di Sergio, il nostro compagno di spada, che
ci raggiunge in campeggio; è qui che comincia per me
lo stage con la nostra prima spaghettata in veranda, la prima
lavata di piatti insieme, le prime attività tipiche della
vita da campeggio…
E continua con il suono dei nostri passi che calpestano il bordo
della strada lungo la salita per il palazzetto dello sport:
vestiti da “real samurai”, assaporiamo il medesimo
piacere degli antichi bushi di macinare strada armati; …ed
è anche il suono delle nostre risate ogni volta che veniamo
fermati da automobilisti curiosi che ci chiedono di quale congregazione
religiosa siamo…
…E ancora suoni, i suoni del piacere di ritrovare i vecchi
amici e di conoscere quelli nuovi: è il suono dei nostri
ciao, dei nostri abbracci, delle nostre risate…
Ed ecco i mitici amici carraresi con la loro simpatia toscana,
la loro straordinaria capacità di mitigare i dissapori
e le difficoltà, sempre pronti ad aiutare senza mai un
rifiuto nonostante la fatica quotidiana. Ecco anche il folto
gruppo di Palermo sempre più solido e motivato da giovani
belli e tenaci.
E ci sono anche gli amici della prima fila, sempre lì
quando arriviamo o forse mai si allontanano, i Triestini;…e
mescolati anche gli amici di Roma sempre in movimento e pronti
a sfidarsi, ma anche a dedicare il loro tempo a pazientissime
spiegazioni.
E poi quel parlare “strano” di lingue poco conosciute
dei compagni giunti da tutta Europa, Olanda, Danimarca, Polonia,
repubblica Ceca, anche compagni nuovi, che hanno disseminato
tra di noi serietà, costanza e soprattutto tanto buon
umore con quei sorrisi biondi e nordici
… E ancora voci, voci di maestri: una rosa veramente speciale
anche quest’anno di maestri che sembra abbiano il potere
di mandarci in confusione, prima uno e poi l’altro e poi
ancora l’altro...eppure alla fine grazie ai loro consigli
la pratica si dipana e scorre.
E poi la voce amica del Maestro, in pienissima forma, e, soprattutto,
i suoi profondi silenzi che sanno sempre parlare ai nostri cuori
spesso sordi e distratti dall’inessenziale…
Questo anno poi lo ricorderò di certo ancora con maggior
piacere anche per il grande “Dono” che il Maestro
ha voluto dare a me e a Chiara, in modo particolare, così
giovani di pratica, ma anche a tutti i nostri compagni di spada
e al nostro maestro con cui abbiamo condiviso fraternamente
il piacere e l’emozione dei festeggiamenti, ma soprattutto
le fatiche di tanti allenamenti…
…E insieme alla fine dello stage si spegne anche l’eco
dei nostri kiai, dei saluti, delle brindate chiassose che restano
un ricordo, ed anche il rombo di quel motore che lascia il campeggio
portandosi con sè il nostro fedele compagno di spada,
dopo un ultimo indugio con un cappuccino tanto per restare ancora
un po’… insieme.
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b
Resoconto di Chiara sullo stage di Levico 2006
-
Scusa cosa hai detto che fai in una settimana di ferie ?
- Faccio uno stage di Katori Shinto Ryu, che è una antica
e bellissima arte marziale giapponese
(Faccia perplessa)
- Ma tu dopo un anno di lavoro invece di riposarti in vacanza
ti vai a stancare? Invece di stare a dormire in spiaggia in
un bel luogo di relax vai a sudare ? E magari paghi pure per
quello ?
(faccia sempre più perplessa)
Ecco più o meno cosa mi sento dire da 2 anni a questa
parte dai colleghi di lavoro nel mese di agosto, e questo mi
fa sorridere…oddio, non che io queste domande il primo
anno in cui presi la decisione di buttarmi nell’ avventura
dello stage estivo non me le sia fatte.
Credo sia umano, ormai si ragiona in termini utilitaristici,
soprattutto nella città di Milano dove vige la legge
“pago, ergo pretendo”, o più semplicemente
dove una volta ottenuta (non senza poca fatica) la fatidica
settimana di ferie si inizia a pensare “ok ho il tesoro,
e ora che cosa ne faccio ?”.
Ma alle volte bisogna capire che si può uscire dagli
schemi, e invece di cercare affannosamente un luogo paradisiaco
(meglio ancora se all-inclusive e last-minute cosi’ si
può spegnere il cervello e pagare poco)…il paradiso
provi a creartelo tu !
Levico Terme non è un paradiso, sono una media di 6 ore
di pratica al giorno, sono fatica, vesciche e tanta stanchezza…però
è garantito: il cervello lo spegni comunque !
Ogni volta che inizia lo stage c’è nell’aria
quel mix di adrenalina, tensione, felicità per gli amici
che si incontrano nuovamente, poi con lo scorrere dei giorni
la tensione svanisce e lascia il posto all’ energia che
libera finalmente di scorrere ,libera dalle paure, inizia a
dare quella sensazione speciale di benessere. Dopo 3 giorni
inizi a pensare che li si sta veramente bene e che potresti
continuare la pratica all’ infinito, il ritmo cadenzato
delle lezioni, le spiegazioni del Maestro, l’ opportunità
di praticare con un infinità di persone, ognuna con il
suo stile personale eppure aderente al medesimo kata (forma)…tutto
questo personalmente mi fa bene e mi fa crescere…
Quest’anno ho condiviso anche altre 2 grandi esperienze
(e questo davvero non ha prezzo) : il piacere di scoprire un
amico di pratica che conoscevo solo in modo superficiale, Sergio
e di scoprire che c’è più gusto nel fare
le cose assieme, nel mangiare assieme, nel lavare assieme, nel
lamentarsi assieme, nel bere un caffè assieme….
E poi il dono fattomi dal Maestro con il diploma di Kirigami
Shoden, che ha messo in moto dentro di me tutta una serie di
meccanismi (ancora devo capirli a fondo) che ora mi fa vivere
la pratica non sono come svago ma anche come responsabilità,
responsabilità verso i maestri che mi hanno insegnato,
responsabilità verso i compagni con i quali condivido
gli allenamenti, e forse non ultimo responsabilità verso
me stessa. Ho fatto tradurre il mio diploma scritto con eleganti
kanji dal Maestro da una amica giapponese perché volevo
capire se il Maestro mi volesse comunicare qualcosa in particolare
e…mi ha colpito molto la frase finale "…pertanto
oggi consegno il Kirigami Shoden, sperando che continui ad allenarsi
con tutto il cuore".
Questo significa che nella pratica da oggi ci vorrà più
cuore, cosa significa esattamente non so ma spero di poterlo
capire presto…
Concludendo non credo di essere cosi’ brava, di aver espresso
realmente il senso di questa settimana,anzi forse ho fatto una
gran confusione, insomma venitelo a provare…è meglio
!
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c
Resoconto di Sergio sullo stage di Levico 2006
Lo
stage internazionale di Levico di quest’anno resterà
per me un ricordo da conservare con cura.
Per diversi motivi.
Innanzitutto per la presenza numerosa di praticanti provenienti
da diversi paesi europei e da diverse regioni italiane. Mi sembra
che ogni anno che passa aumenti sia il numero che la varietà
dei paesi d’origine rendendo così lo stage non
solo un momento di apprendimento per la presenza del Maestro
Hatakeyama ma anche di significativo confronto con diversi stili
di pratica.
Difficile è poi scordare l’intensità dell’allenamento;
sei ore e mezza al giorno per 6 giorni e, malgrado questo, il
tempo è trascorso senza problemi: in fondo è stato
sufficiente non pensarci e praticare, adeguandosi ai ritmi della
giornata senza cercare di trovare scorciatoie.
Ed ancora, lo stage di quest’anno significa ricordare
e salutare due brave compagne con le quali ho trascorso molto
del (poco) tempo libero, Chiara ed Alessandra; con loro, in
uno dei campeggi di Levico, ho condiviso pranzi, cene e gli
sguardi incuriositi delle persone che abbiamo incontrato ogni
volta che, vestiti da veri samurai, andavamo verso la palestra
oppure tornavamo al campeggio: vinto il primo imbarazzo è
stato piuttosto divertente rispondere a chi si è fermato
per porci qualche domanda.
Infine, un altro motivo per avere cura del ricordo dello stage
di agosto è il grado ricevuto dal Maestro Hatayama: sarebbe
ipocrita dire che il mio ego sia rimasto indifferente ed immobile;
naturalmente non è così. Ma oltre al livello personale
mi piace pensare che questo “dan” abbia un valore
collettivo e che sia un riconoscimento per tutto il gruppo con
il quale pratico a Milano ed all’interno del quale altre
promozioni sono state riconosciute dal Maestro.
Forse è proprio questo il motivo per cui ricordare Levico
2006.
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d
Pensieri di Andrea sullo stage di Levico 2006
Ci
ho impiegato un po’ a rielaborare il materiale dello stage
estivo, non volevo scrivere le solite cose, quindi non avevo
idea di come partire. Poi parlando con Carlo, che mi chiedeva
delle impressioni da parte dei partecipanti Milanesi e Carrarini,
che ho immediatamente girato a loro, mi sono detto: “Ma
come, a loro chiedi di scrivere un pezzo sulle impressioni e
TU ti nascondi dietro al non voler fare le solite cose? Adesso
ti metti e scrivi le tue impressioni.”
Difatti sono qui e mi sono legato alla sedia con un cavo elettrico,
fino a quando il pezzo non esce (ci ricorda qualche d'uno?).
Subito il mio ricordo va al primo momento in cui ho messo piede
nel palazzetto di Levico. Una marea, mai vista prima, di persone
che praticavano. Credo che, a memoria storica, non ce ne fossero
mai state così tante in tutti gli anni passati, ne con
il M° Y. Sugino, ne con il M° G. Hatakeyama, ne con
loro due insieme. Questo dimostra che l’interesse per
questa pratica sta aumentando ed il lavoro dei promotori (Maestri
Italiani), sta portando allievi e praticanti appassionati che
a loro volta coinvolgono altri.
Il lavoro di diffusione fatto con i gruppi esteri, dal Maestro
Sergio Morstabilini, viene confermato dalla presenza di persone
di tutta Europa in modo costante agli stage del M° Hatakeyama
qui in Italia, cosa assai gradita da tutti. Purtroppo il gruppo
meno presente a questo stage aimé lo devo ammettere è
il mio, dovrò rivedere qualche cosa del mio modo di comunicare
l’importanza di questi incontri, che valgono sei mesi
di pratica fatta nel proprio Dojo.
Altro aspetto che credo personalmente di aver colto (spero),
è quello dei certificati, che il M°H. ha dato e darà
in futuro. I dan non sono tutti uguali, i gradi sono relativi
alla persona che li riceve e non assoluti come se fossero medaglie
alla fine di una gara. Chiariamoci, non è solo puro atletismo.
Quindi il “mio” grado ricevuto con fatica e agognato
e mai arrivato quando lo volevo, ha relazione direttamente con
il mio modo di praticare, con l’intensità, con
il cuore che ci metto. Se mi aspetto di più da gli altri,
probabilmente devo dare di più, in prima persona. Tradotto
in Italiano: se non mi arriva il dan devo impegnarmi di più
su tutti i fronti. Tutti possono, attraverso il loro lavoro,
ricevere un certificato. Difatti il M° H. ha dato di sua
sponte certificati per noi inattesi e nemmeno richiesti, questo
mi ha fatto riflettere molto sul significato dei gradi e mi
ha fatto un enorme piacere che esattamente quelle
persone lo abbiano ricevuto.
Un’altra cosa che mi ha lasciato di stucco ed ho pensato:”Ma
come non ho fatto ad arrivarci prima!!!”, è la
solita abitudine che il Maestro ha di dare delle calligrafie
a tutti quanti, insieme ad i nomi dei Dojo ed al consueto Tenshin
Shoden Katori Shinto Ryu. Quest’anno ha fatto come
in passato, una sola calligrafia particolare: Ma
to Ma Ai to Zanshin. Anni addietro ha elargito a
piene mani: Ichi Gan, Ni Soku, San
Tan, Shi Ryki. E noi li ad appendere al muro con
i chiodi o con il trapano a fare buchi, per assicurare per sempre
alla parete la calligrafia del Maestro; fieri che ci abbia considerato
degni di avere in casa una bella massima da fare vedere agli
amici. Che babbeo! Non avevo capito che ci lasciava e ci lascia
indicazioni di lavoro per l’anno a seguire. Ci sta lasciando
i fondamenti su cui si muove il BUDO,
non quadretti graziosi da esibire, ma cose su cui ponderare
e sperimentare nella pratica. Quindi la prossima volta che affrontiamo
uno stage con il Nostro Maestro dobbiamo dedicare attenzione
a questo aspetto: il compito per l’anno seguente. È
il cammino per la nostra crescita e quella del Katori oggi.
(Qui si spiega perchè le Arti Marziali si svuotano di
contenuti: nessuno ha più niente da dire, tutti meccanici
in tuta. Si ha paura di affrontare alcuni argomenti, oppure
semplicemente non si conoscono più). Credo che le difficoltà
linguistiche tra noi ed il Maestro H., abbiano giocato il loro
tiro mancino, distoltogliendoci l’attenzione da questo
aspetto pratico. Il Maestro, non lo ha abilmente spiegato come
di solito fa, con una lingua a caso magari "Neozelandese
del Nord".
È comunque vero che uno capisce le cose quando è
pronto; ora a voi capire altro, così che ci si possa
aiutare a vicenda.
Ora non mi rimane che togliere dai muri, con rammarico, tutte
le calligrafie; se avete dei suggerimenti per la stuccatura
dei buchi lasciati dai tasselli, accetto volentieri consigli!!!
Cosa dire dello stage, è sempre la solita solfa (scherzo).
Un abbraccio a tutti, ci vediamo sui tatami.
|
e
Riflessioni di Salvo sullo stage di Levico 2006
Nonostante
i miei parecchi anni di pratica nel mondo delle arti marziali
questa è stata la prima volta in cui ho partecipato ad
uno stage estivo lungo 7 gg. E devo dire di non essermi affatto
pentito di aver stravolto le mie ferie estive - da sempre dedicate
al mare - a favore del Katori.
Per me è stata una prova generale per la “tenuta”
della mia gamba sx ad un anno da un intervento all’anca!
E dopo i primi due giorni (forse più per reticenza psicologica)
in cui mi sembrava di avere 2 tronchi al posto delle gambe,
ho pian piano “forzato” e la risposta è arrivata!
Il mio “personale” esame è stato superato
con grande successo!
Personalismi a parte, ciò che poi è arrivato in
realtà è di fatto quello che cercavo: la possibilità
cioè di “imparare” tantissimo, grazie alla
presenza e disponibilità di “esperti” e Maestri
che si sono dimostrati sempre pronti a rispondere alle domande
ed a praticare. Non nascondo che spesso son caduto in confusione
per le diverse interpretazioni date su singoli passaggi dei
kata; ma in fondo anche questo è stato e rimane spunto
di riflessione ed approfondimento e fà parte della crescita.
Nel Tai chi – che pratico da molti anni- uno degli insegnamenti
più importanti ritengo che sia “la pratica per
la pratica”, e negli anni ti rendi conto quanto ciò
ti abbia arricchito ed aiutato, perché proprio la pratica
fine a se stessa, costante e incondizionata ti mette in grado
di crescere e comprendere i benefici che dona e ti permette
di scoprire aspetti dell’arte sempre più “sottili
e profondi”. E questo mi si ripropone anche per il Katori!
Ma ciò che mi affascina in particolare di diverso è
la quasi maniacale attenzione che occorre dedicare ad ogni movimento
e/o postura perchè, a differenza della pratica a mani
nude dove il corpo può e tende a compensare le imperfezioni,
“l’errore con l’arma si paga subito e a caro
prezzo”!
Molto bello condividere kata, discussioni e birra…..con
italiani e stranieri!!!
E già perché una ulteriore bella sorpresa è
stato trovare un nutrito gruppo di “Europei” con
cui confrontarsi……e rispolverare l’inglese
“maccheronico” parcheggiato da qualche anno!
E poi le belle serate a tavola a raccontarsi le esperienze,
in compagnia di buon cibo…e “grappa”! e poi
“zichinì e barzellette” con i simpatici romani!!!!!
ed ancora e di più la serata “milanese/carrarina”
per veder premiata la passione di “giovani amicizie”
dagli attestati del Maestro.
Ecco, il Maestro: fra i ricordi dello stage, certamente indelebile
il Suo modo di esserci! La “passione” che traspare
con forza ed evidenza da ciò che fà e da come
lo fà! La rabbia che “manifesta” nelle brusche
interruzioni quando non vede applicata la nostra attenzione
nella pratica! E di nuovo eccolo che torna a spiegare l’arte
e si dedica a tutti , dal più giovane al più esperto!
senza esitare o “risparmiare” un briciolo di energia!!!
Fra i Maestri con cui ho praticato, solo pochi mi hanno “trasmesso”
simili sensazioni.
Credo proprio che anche le mie prossime ferie estive dovranno
adattarsi alla settimana dedicata al Katori !
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f
Dal Presidente dell'Acc.di Spada Giapp. sul 1° Stage
Promozionale a Milano 2007
Cari
Soci e amici,
voglio esprimervi un sentito ringraziamento per la partecipazione
e il contributo alla riuscita della manifestazione promozionale
che si è svolta la scorsa domenica 11 febbraio.
Era la prima volta, non solo per la nostra neonata associazione,
ma per molti di noi pur vecchi di decine di anni di arti marziali;
dicevo la prima volta che ci si poneva l’obiettivo di
far conoscere, ma soprattutto far “provare” la nostra
disciplina anche a chi non ne ha mai sentito parlare: è
andata bene, la partecipazione ha superato le migliori aspettative.
L’aspetto dell’iniziativa che mi fa esprimere un
giudizio positivo non è tanto legato alla presenza numerica
bensì alla partecipazione instancabile, intensa e concentrata
di tutti anche dei ragazzi più giovani oppure dei meno
giovani come me: tre ore di “tanto tanto keiko”
(usando le parole in italiano+giapponese del Maestro Hatakeyama),
tre ore interrotte solo da brevi spiegazioni degli esercizi,
spiegazioni seguite con la massima attenzione da tutti.
Da vecchio praticante non posso che essere contento della meravigliosa
esperienza che abbiamo realizzato insieme. GRAZIE PARTECIPANTI
Permettetemi però di ringraziare qui di seguito anche
coloro che hanno lavorato per organizzare la manifestazione.
Innanzi tutto coloro che non hanno potuto parteciparvi perché
impediti dalla distanza, dall’influenza o da un impegno
di lavoro improvviso e improrogabile: il vostro entusiasmo ci
ha aiutato comunque anche se non eravate presenti.
Un ringraziamento alla struttura amministrativa della UISP che
ha lavorato due volte (abbiamo spostato all’ultimo momento
la data dell’iniziativa per il blocco del traffico) e
all’ultimo minuto senza farlo pesare minimamente.
Un ringraziamento per la direzione tecnica al Maestro Andrea
Re e agli Yudansha (Luca Matteucci, Fabio Campanini e Sergio
Saracino) che lo hanno assistito.
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno diffuso, “girato/inoltrato”
le nostre note informative.
Infine un ringraziamento personale e particolare al socio Rodolfo
Rotta che si è prodigato, anche di notte, quale “ufficio
stampa” dell’associazione. GRAZIE A TUTTI
Un caloroso saluto dal Presidente dall’Associazione,
Carlo Faleschini
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g
Rodolfo scrive sul 1° Stage Promozionale a Milano 2007
Cari
Amici, Fratelli e Compagni di pratica,
scrivo per condividere i miei pensieri e le mie emozioni sullo
stage promozionale dello scorso 11 febbraio: è andata
molto bene, la partecipazione ha superato le migliori aspettative
e – sopratutto – abbiamo trascorso quelle ore di
pratica insieme in grandi armonia ed entusiasmo e con serena
passione per quanto stavamo facendo e credo che questa sia la
vera ricchezza della giornata.
Inizio a commentare dai “numeri” che penso siano
la prima e l’ultima cosa da considerare: ci siamo trovati
in oltre un centinaio di persone, quasi equamente suddivise
tra praticanti e neofiti ... Sorprendente e ancor più
piacevole considerare che tutti abbiamo fatto il primo passo
lasciando il tepore delle lenzuola in una “brumosa”
domenica mattina di inverno.
Le vere ricchezze, dicevo, sono stati lo spirito e l’energia
positiva con cui ciascuno di noi è arrivato, ha partecipato
e concluso la mattinata di pratica insieme. Tutti, a partire
da neofiti che si sono impegnati entusiasticamente nelle differenti
guardie e nelle sequenze di movimenti via via più impegnativi,
ai praticanti che si sono lanciati sin dai primi istanti nella
pratica dei kata delle varie discipline (iai, ken, bo e naginata),
agli yudansha e ai maestri che si sono impegnati nella difficile
arte di accompagnare la altrui pratica cercando sempre di coinvolgere
e mostrare i movimenti e lo spirito migliori. Per tutta la mattinata
mi sono sentito immerso in un flusso continuo di energia lieve
e vibrante, energia che – spero che sia cosi’ per
tutti – riesco ancora a sentire scorrere dentro ed intorno
a me.
Ringrazio quindi tutti coloro i quali hanno partecipato allo
stage e contribuito alla sua ottima riuscita sia collaborando
all’organizzazione e alla reallizzazione sia facendo la
cosa più importante: essere con noi in questa bellissima
esperienza.
Un abbraccio a tutti.
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h
Ivan scrive sul 1° Stage Promozionale a Milano 2007
Ho
trovato molto interessante lo stage di domenica e sono rimasto
sorpreso dal vostro livello tecnico e dalle metodiche di allenamento
che utilizzate. Non che immaginassi un livello tecnico inferiore
ma una cosa è presumere e un'altra è vedere con
i propri occhi che ogni movimento dei praticanti avanzati della
Katori Shinto Ryu esprime a proprio modo la ricerca,
tipica del Bushido, della perfezione.
|
i
Emozioni di Veronica sullo
Stage Promozionale a Milano 2007
Carissimi
compagni di pratica,
scrivo per lasciare la mia impressione molto positiva sullo
stage promozionale di domenica: sottolineo che per me è
stata la prima esperienza, è il primo stage a cui ho
partecipato! Molti particolari mi hanno colpito e sono rimasti
impressi nel cuore, come la numerosa partecipazione, l'energia
incredibile che ci siamo trasmessi tutti insieme, e soprattutto
praticare con altre persone che non avevo mai conosciuto; è
stata l'esperienza più forte, e la voglio ripetere molte
altre volte, davvero! Il saluto iniziale e finale mi ha lasciato
un'emozione grandiosa, da brivido!
Ringrazio infinitamente tutti i maestri e Yudansha che si sono
dedicati alla nostra pratica e a proporci esercizi, anche nuovi,
sempre stimolanti e interessanti.
Spero di ripetere questa esperienza al più presto, perchè
davvero ne sono rimasta piacevolmente colpita!
Un caloroso saluto a tutti i partecipanti, collaboratori e maestri
e spero di poter condividere ancora tutte le emozioni che ho
vissuto domenica con tutti voi!
|
l
Mimmo, sullo Stage Promozionale 2007 a Milano
E'
stato il mio primo stage da quando pratico Katori (5mesi), a
dire la verità il primo in assoluto, pur avendo un passato
e un presente da Aikidoka. Un esperienza molto bella, devo dire
che nonostante la mia timidezza mi sono sentito subito a mio
agio, sarà stato per l'energia positiva trasmessa da
tutti i partecipanti. L'evento mi ha anche permesso di usare
per la prima volta il mio nuovo Iaito, acquistato quattro giorni
prima, che non avevo ancora avuto modo di usare nel mio dojo,
tutto è andato bene non ho ferito nessuno e lo Iaito
è ancora intatto. È gia un bel traguardo. Sono
state tre ore di pratica intense con piccole pause solo durante
le spiegazioni dei kata dei Maestri ma ricordo che quando ci
hanno richiamato tutti per il saluto finale mi sono detto...ma
come è gia finito?? In conclusione una bella giornata
ricca di valori positivi e di bella gente, un esperienza da
ripetere sicuramente.
Grazie a tutti
|
m
Chiara
sullo Stage Promozionale a Milano
Eccomi
a scrivere le mie impressioni ,anche se un po' in ritardo, e
forse queste cose andrebbero buttate giù di botto quando
possiamo ancora sentire tutte le emozioni in modo chiaro e forte,
ma è comunque sempre un piacere riviverle anche quando
sono sedimentate dentro di noi.
La mattina di domenica mi alzo consapevole del fatto che ho
la febbre e che l'influenza mi ha un po' fiaccata, ammetto che
la tentazione di rimanere a letto è stata forte ma non
posso mancare mi dispiacerebbe troppo, mi conosco, allora cerco
di riprendermi pensando che come è successo altre volte, iniziata
la pratica, dopo un po' di fatica iniziale l'energia verrà
rimessa in moto.
In macchina con Alessandra discutiamo del fatto che i partecipanti
non potranno essere molti perchè non abbiamo fatto una
grandissima pubblicità tipo azioni di volantinaggio e
simili, e poi organizzare questi eventi alla fine è sempre
davvero una bella scommessa, però sono comunque
speranzosa e soprattutto muoio dalla voglia di vedere in effetti
quanti "curiosi" ci saranno !
Dopo i piacevoli saluti, abbracci e sorrisi dei vecchi compagni
di pratica, ci si guarda in giro e penso con piacere di tutti
possiamo notare che siamo veramente in tanti, un bel gruppone
vario, un mix di praticanti di vecchia data, Maestri, principianti,
praticanti di altre arti marziali che per un giorno vogliono
provare a fare Katori Shinto Ryu, e anche qualcuno del
pubblico che è venuto forse solo per vedere...
Alla fine 3 ore sono volate, nemmeno il tempo di praticare con
tutti quelli che avrei voluto, e via foto finale del gruppo
per immortalare l'evento, penso che il Maestro Hatakeyama proverà
stupore e piacere nel vedere quante persone sono interessate
all'arte marziale a cui lui sta dedicando tutta la sua vita.
Nel complesso credo sia stata una grande opportunità
di farci conoscere, di proporci come alternativa a chi vuole
vivere una esperienza serena senza l'onnipresente agonismo,
una conferma del fatto che possiamo essere in tanti, differenti
ma comunque lavorare tutti assieme, e scusate se è cosa
da poco !
Credo che l'Associazione, che non ha nemmeno un anno di vita
alle spalle, abbia fatto un grande sforzo per riuscire a superare
tutte le difficoltà tecnico/organizzative ma sicuramente
penso che visti i risultati entusiasmanti prima o poi ci troveremo
a scrivere sul 2° Stage Promozionale !
Arrivederci a tutti sul tatami
|
n
Luca:
impressioni sullo Stage Promozionale a Milano
E’
sempre e comunque un piacere, incontrare vecchi e nuovi amici
sul Tatami, incrociare con loro il Bokken e faticare generosamente
insieme cercando di “portare a casa” un piccolo
miglioramento per far crescere la pratica.
Ma lo stage di domenica è stata una giornata veramente
particolare, il primo appuntamento promozionale organizzato
dalla nostra Associazione. Devo ammettere di essere rimasto
positivamente stupito nel trovare sul Tatami tantissimi praticanti
di altre discipline Marziali, tutti motivati ed entusiasti di
potersi cimentare nell’uso della spada Giapponese.
Il palazzetto era veramente pieno e ho avuto la piacevole sensazione
di partecipare ad una grande festa del Budo, dove l’ospite
più importante è stato il Bokken.
Nel vedere tutti quei Bokken in movimento mi sono “ricordato”
di quanto fascino e rispetto susciti sui marzialisti questa
antica e nobile arma.
Un saluto a tutti e buona pratica.
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| o
Andrea
e lo Stage Promozionale a Milano
Sto
ricevendo gli scritti, i pensieri e le emozioni dei partecipanti
allo Stage promozionale e mi è venuta voglia di aggiungere
il mio vissuto di quei giorni ed in modo particolare "quel"
giorno.
Da quando quest'Accademia associativa è nata, si è
ventilato nell'aria, di fare qualche cosa per gli associati
che non fosse il solito stage e/o la solita dimostrazione: ed
in una bella 1a assemblea, decidemmo di organizzare uno Stage
Promozionale per avanzati e curiosi, quindi gratuito!
In un primo momento, decidemmo date ecc. ma gli impegni di uno
o dell'altro ci portavano sempre a spostare le date, iniziavo
a dubitare che riuscissimo ad orchestrare l'evento. Finalmente
fissammo una data, ma aimé dopo poco ci accorgemmo che
un blocco del traffico incombeva sulla manifestazione. Cambiammo
data e spostammo di 15gg in avanti il nostro appuntamento. Quindi
con scambi di e-mail ecc. l'organizzazione impostò: locandine,
opuscoli riguardanti il Katori, i Dojo, ed i prosimi Stage,
da dare ai curiosi.
La mattina del sabato ci trovammo in tre a casa mia, per ritagliare
e comporre gli ultimi opuscoli, e preparare il cartello di benvenuto
con le info, e la scritta per il Kamiza.
Nel frattempo le richieste di partecipazione dei curiosi, erano
arrivate al loro massimo. Noi tre facevamo pronostici: - 10
persone nuove arriveranno. - - No, secondo me ne arrivano 20
! - - Ma guarda, è possibile anche 25 sapete, non smettono
più di scrivere e come possono iscriversi, forse pensano
ad un numero chiuso di partecipanti ! -
Bene, queste sono stati i retroscena che quach'uno conosce,
ed altri no.
Il resto lo avete visto da voi, un risultato al di là
di ogni aspettativa; forse c'è un interesse che neanche
immaginiamo dietro a queste cose, cercate per anni e mai trovate.
Speriamo di aver trovato un modo di rendere alla spada giapponese
la giustizia che si merita ed il giusto spazio, alla pari delle
più conosciute Arti Marziali Giapponesi.
Vorrei fare un appunto sul discorso finale così accorato,
del Presidente della nostra Associazione, Carlo Faleschini.
È
sono state parole dirette al cuore: "Sono
contento di avervi incontrato qui, attraverso la pratica".
Difatti, non ha aggiunto che ci potevamo trovare al bar o in
un altro luogo, ma ci siamo e continuiamo ad incontrarci nella
pratica di ciò che facciamo al di là di ideologie
e pensieri differenti sulle cose e sul mondo. Questa pratica
fa incontrare i nostri cuori e lì si fondono e mutano
insieme.
Un
abbraccio a tutti.
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Emanuele scrive sullo Stage Promozionale
E’
una fredda mattina di Febbraio quando, tra varie defezioni per
influenze, problemi di lavoro, impegni dell’ultimo minuto,
alla fine ci ritroviamo in 3: Enzo, Paolo ed il sottoscritto
all’ora prestabilita sotto casa mia per raggiungere la
palestra in via Valvassori Peroni sede del primo stage promozionale
della associazione. Per me e’ il secondo stage da quando
ho conosciuto – quasi per caso – il Katori Shinto
Ryu; durante il tragitto in auto parliamo come al solito di
tecniche, livello di pratica e di come piu’ cose apprendiamo
di questa splendida disciplina e piu’ ci accorgiamo di
non sapere.
La prima cosa che mi ha lasciato stupefatto e’ stato l’elevato
numero di partecipanti di cui molti visi completamente sconosciuti,
davvero non mi aspettavo che ci fossero cosi’ tante persone
interessate a questa pratica. Tra le dimostrazioni dei kata
di kenjutsu / bojutsu / naginata tenute da Andrea e Carlo e
la nostra pratica la mattinata e’ passata in un lampo.
Personalmente mi sono “portato a casa” un sacco
di consigli dai Yudansha con i quali ho praticato e, come al
solito , molte cose che davo erroneamente per acquisite mi sono
state corrette; la possibilita’ di praticare con compagni
che normalmente non si incontrano, a mio avviso, ci permette
di considerare delle sfumature nei movimenti e nella loro interpretazione
che nella pratica quotidiana (con gli stessi compagni) non riusciamo
a cogliere.
Alla fine della mattinata, con i piedi consumati per la pratica,
faccio il bilancio di questa esperienza e come al solito e’
positivo, ne valeva la pena e spero di riuscire a partecipare
anche alle prossime iniziative.
Un saluto a tutti. Emanuele
|
q
Carlo e lo stage del 25 Aprile a Milano
Bello
stage ieri, tanta partecipazione, grande entusiasmo e armonia.
Il maestro mi è piaciuto moltissimo già da subito,
quando l'ho visto arrivare, e il suo modo di insegnare si è
rivelato proprio interessante anche quando ci costringe ad interpretare
un pò le frasi (ma non è certo la fantasia che
ci manca). Proprio bello, mi sono "divertito" veramente.
Grazie, ciao, a presto. CARLO
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r
Valeria
e lo Stage a Folgaria del 1°Maggio
Ve
lo racconterò in due modi e a voi non resterà
che leggere solo la parte che vi interessa.
1. Dove ci troviamo tu con chi vai e cosa porti (lo
stage del ponte del Primo Maggio a Folgaria)
Solite organizzazioni di gruppo: quando si parte dove ci troviamo
tu con chi vai e cosa porti.
Si arriva e dopo saluti e convenevoli si inizia un po’
la “vita da stage” che è un misto tra la
vita da campeggio e la vita a Milano come fosse sempre giovedì
(cioè giorno di allenamento allo Zanshin Dojo).
Mattina allenamento poi pranzo e pomeriggio passato a vagare
con grandi progetti e forse troppa stanchezza addosso per metterli
tutti in pratica....
E così passano i giorni tra luculliane cene annaffiate
da svariate e numerose grappe, chiacchierate e giri per il corso
principale di Folgaria, spesucce di vario tipo ma soprattutto
sempre presente il motore principale che occupa le nostre conversazioni
i nostri sogni e le nostre più grandi aspettative: il
Katori Shinto Ryu.
2.
Tra il cuore e lo stomaco (il mio stage del ponte del Primo
Maggio a Folgaria)
Il mio stage è iniziato tre giorni prima quando ho saputo
che non sarei potuta andare.
Paradossale vero? Eppure dopo uno settimana in cui non si parlava
d’altro era un po’ come essere già lì.
E tre giorni prima causa forza maggiore, ho preso la soffertissima
decisione di non poter partire.
E ci sarebbe da fare un tema solo su tutte le emozioni che mi
sono passate tra il cuore e lo stomaco per questo.
Per cui, mi son detta, mi accontenterò della lezione
con il Maestro e della settimana comunque intensissima considerato
lo stage del 25 Aprile, più le normali lezioni del lunedì
e del giovedì.
Ma venerdì dopo la lezione con il Maestro, a cena, mi
sono ricreduta.
E di nuovo le emozioni tra il cuore e lo stomaco, ma amplificate
per mille a partire da quella più forte, sentirsi voluti,
che non è sempre necessariamente da dare per scontata.
E per questo un ringraziamento speciale a Sonia, Nadia e Salvo.
Insomma alla fine finalmente si parte.....
Il primo giorno è stato difficile, la paura sempre presente
di confrontarsi....e di rimanere “sconfitti”, rimanere
delusi da se stessi più che altro.
Poi la vicinanza....così stretta, così costante...di
persone che si vedono sporadicamente e con cui si parla forse
ancora meno, la necessità di adattarsi a una vita comune,
a cui, anche se solo per 4 giorni, non si è per niente
abituati.
Sempre in discussione, sempre sotto l’occhio vigile dei
maestri, sempre sotto pressione.
In realtà neanche troppo tempo per abituarsi a tutto
questo.
E così arriva il secondo giorno, e tutto sembra distendersi,
rilassarsi, le idee sono più chiare e la voglia di fare
e di partecipare sempre più grande.
I rapporti con le persone fanno meno paura e il confronto e
la competitività passa in secondo piano quando si comprendono
le ragioni della nostra presenza lì.
E tuttavia, bisogna ancora ingranare, non è tutto ancora
chiaro e le zone d’ombra che sostano tra il cuore e lo
stomaco continuano a vibrare.
E’ un crescendo, un flusso continuo di informazioni, nomi,
parole e risate che si confondono nella mente.
E ci si ritrova alla fine con un bagaglio di conoscenza e di
tecniche incredibile ancora da assimilare completamente tentando
di rimanere concentrati e di ricordarsi tutto quello che si
è visto e che è stato detto.
Poi capita di riuscire ad avere la fortuna, come l’ho
avuta io, di parlare con persone che riescono ad illuminare
quelle vibranti zone d’ombra, con poche, semplicissime
parole.
|
| sRiflessioni
varie e appunti sparsi sul mese di Aprile-Maggio
Anche quest'anno
il Maestro Hatakeyama è venuto a regalarci le sue preziose
lezioni, lo stage di Milano e il più recente appuntamento
a Folgaria di alcuni giorni che ci hanno permesso di assaporare
il gusto di una pratica continuata e serena.
Il Maestro ha
impostato le sue lezioni in modo che potessero praticare avanzati
e neofiti assieme in maniera armoniosa, ha ribadito l'importanza
dei fondamentali, dei "suburi" che magari spesso ci
annoiano; ma oltre il livello tecnico delle spiegazioni e la
disponibilità del Maestro, mai seccato di ripetere le
stesse cose, ciò che mi ha soprattutto colpito è
stato il suo sorriso, la sua gioia nell'accostarsi alla pratica.
Credo che molti
di noi abbinino la pratica marziale a qualcosa di pesante, ad
una disciplina ferrea e ad una sorta di auto-repressione; bene!
il Maestro credo abbia smentito clamorosamente questa idea:
mi sono stupita della gioia che un uomo di 78 anni potesse mettere
nell'eseguire una forma che pratica da 50 anni con lo stesso
entusiasmo e lo stesso sorriso di un neofita, credo sia importante
anche per noi mantenere sempre nel tempo questa maniera di sorridere.
L'altra sensazione
che ho provato nella pratica è stata che dobbiamo impegnarci
maggiormente nella precisione;* *l'ormai famoso motto del maestro
"piano, piano con precisione" pare nasconda una grande
verità: tutti vogliamo correre (come facciamo nella vita
di ogni giorno) magari per mostrare quanto siamo veloci e bravi...ma
ecco che i tagli di DO diventano imprecisi, i TEURA traballanti...insomma
bisognerà proprio sforzarsi di fare "piano, piano
con precisione" per davvero, altrimenti il Maestro continuera'
a ribadire le stesse cose (con infinita e amorevole pazienza)
senza poterci svelare altro della magnifica arte del Katori
Shinto.
Durante gli ultimi
stage poi ho avuto modo di praticare con persone che non vedevo
da molto tempo, e che mi ha fatto molto piacere incontrare,
in ordine sparso: gli amici di Palazzolo, gli amici di Roma
(Sabrina e Franco con la loro cagnolona Teodolinda, Oliviero,
Dalila) con i quali oltre alla pratica abbiamo condiviso delle
cene e dei pranzi memorabili (spero sempre che non vengano diffuse
certe fotografie "compromettenti" ), gli amici di
Carrara (Daniele, Luciana, Gianni...) che prima o poi andrò
a trovare in un week-end al mare, ovviamente quelli di Milano,
Giuseppe di Palermo e tutti quelli che ora non ricordo.
Discorso
a parte per il gruppo dello Zanshin Dojo (quest'anno eravamo
in tantissimi!), un gruppo che sta crescendo bene assieme e
con il quale mi sto sentendo davvero "a casa"; vorrei
abbracciare uno per uno (sempre in ordine sparso) Andrea, Salvo,
Valeria, Veronica, Nadia, Alessandra, Irene (il Maestro Hatakeyama
poi non ha potuto non notare la quantità di donne "tante
onna, onna" )...con i quali abbiamo condiviso anche i momenti
extra stage, i pic-nic improvvisati fuori dal camper con pane
e salame, i giri per
Folgaria, le grappe e i bombardini, le partite a carte e tutti
i momenti liberi.
Ora ci aspettano altri appuntamenti con il Maestro, a Bergamo,
Iseo e di nuovo a Folgaria quest'estate ad agosto, sarebbe decisamente
un peccato non esserci !
Prima di chiudere,
un pensiero ancora a tutti i Maestri italiani che hanno reso
possibile la venuta del Maestro Hatakeyama in Italia, un grande
GRAZIE!
Chiara
|
tVeronica:
ecco le mie impressioni dello stage di Folgaria
Questo magnifico stage mi ha lasciato tantissime sensazioni
piacevoli, un insieme di cosette tecniche non male (che sto
ancora ingranando, pazienza pazienza) e soprattutto la gioia
di aver praticato a piena energia con un sacco di persone che
non avevo mai visto, che mi hanno aiutato molto dandomi un sacco
di consigli utili, davvero ringrazio tutti !
Inoltre sono davvero felice di aver finalmente conosciuto il
maestro Hatakeyama, che si è rivelato una persona davvero
alla mano, molto disponibile, e anche burlone (ricordo lo scherzetto
che mi ha fatto in paese nascondendosi alle mie spalle...ho
perso trent'anni di vita per lo spavento!).
Il Maestro è davvero una leggenda vivente, sono onorata
di aver fatto la sua conoscenza!
Ehehhe ne voglio fare molti altri di stage come questi, mi sono
divertita in tutti i sensi: nella pratica, in giro con il gruppo,
però sono sospettosa sul ristorante di carbonare: ma
non è che ci avevan messo all'ingrasso per cucinarci
poi come pietanza speciale?
Spero di esserci allo stage di agosto sempre nella magnifica
comunità di Folgaria (ehehe c'era scritto così
sul cartello di benvenuto al paese), anche se purtroppo è
dura, sto bisticciando con un collega per farmi lasciare i giorni
di ferie grrrr... !!
uCronostoria
di Simone a Palazzolo
Il nefasto suono della sveglia mi riporta alla realtà
mooolto prima del solito. Non appena sorge in me un minimo barlume
di coscienza, mi auto-maledico per la sciagurata idea di partecipare
a questo stage: sono stato forse troppo frettoloso nel prendere
una simile decisione? Come un morto vivente mi trascino per
la casa ed un attimo dopo, senza accorgermene, mi ritrovo inscatolato
come una sardina tra i miei compagni, sui sedili posteriori
dell’auto di Alessandro, completamente impossibilitato
a muovere anche solo un dito del piede. Mi spiegano, non senza
una vena di malizia, che è il praticante più giovane
a doversi sacrificare stando in mezzo: prendo nota mentalmente
e mi riprometto di essere io il prossimo anno il carnefice di
qualche malcapitato novizio. Un caffè serve a ridestare
almeno in parte i miei sensi ancora sopiti e dopo poco più
di 3 ore di viaggio mi ritrovo catapultato nello splendido dojo
di Palazzolo. Nella mia innocenza da principiante provinciale
resto subito profondamente colpito dall’ ambiente, molto
scenico e professionale (tatami, armi e fotografie appese ai
muri etc etc), che trasuda spirito di arti marziali da ogni
più remoto angolino. Faccio due passi e mi trovo davanti
la leggenda vivente, semplicemente IL Maestro, colui che in
questi pochi mesi di Katori avevo potuto osservare solo in qualche
fotografia. La scoperta più grande che mi riserverà
lo stage non sarà però la straordinaria bravura
tecnica del Maestro bensì la sua grande disponibilità;
una persona davvero solare, paziente, gentile, capace di scherzare
anche con un giovanotto alle prime armi… insomma una persona
dalle doti umane eccezionali, ben lontana dai tanti guru altezzosi
e superbi che spopolano in tutti campi. Il tempo di cambiarsi
e si inizia l’allenamento: sarà l’emozione
ma per la prima mezzora riesco a sbagliare anche l’impossibile,
poi piano piano torno sui miei livelli standard (comunque molto
bassi!). Cerco di fare tesoro dei consigli che mi vengono forniti
dagli altri praticanti e mi cimento in improbabili dialoghi
in un inglese zoppicante per poi scoprire puntualmente che il
mio dirimpettaio è italiano.
Volano così le prime tre ore di allenamento. Dopo uno
spuntino e una breve dormitina sul prato ci spostiamo a Bergamo.
La palestra è davvero ampia e spaziosa, ma è inondata
da un’ umidità pazzesca. Grondante di sudore e
con qualche precoce segno di cedimento riesco, arrancando, ad
arrivare al termine anche del secondo allenamento. Alla sera
mi attende l’ esibizione davanti al pubblico che, al momento
della selezione, avevo furbescamente cercato di evitare provando
a defilarmi in modo soffuso… simile astuzia non era però
bastata in quanto Alessandro, prevedendo le mie subdole intenzioni,
mi sorvegliava attentamente. Giunto il momento fatidico, riesco
a svolgere i primi tre kata quasi senza accorgermene per poi
incepparmi puntualmente sul quarto.. in qualche modo lo porto
a termine e per me è comunque un trionfo. Ingurgitiamo
quindi una gustosa pizza e ritorniamo a dormire a Palazzolo.
In un baleno mi ritrovo avvolto nel sacco a pelo e conto di
addormentarmi speditamente, ma ho fatto male i miei calcoli:
bande di giovinastri dal tasso alcolico alterato schiamazzano
nella vicina birreria e tentano di emulare Valentino Rossi in
estenuanti gare con motorini truccati. Scaglio contro di loro
qualche simpatico anatema ben sapendo che il loro modo di trascorrere
il sabato sera non è troppo diverso dal mio. I decibel
che rimbombano nella palestra oscura, inoltre, sono fortemente
incrementati dall’ armonioso ronfare di qualche losco
individuo che mi riprometto di tagliuzzare con il mio bokken
l’ indomani. Il sonno tanto bramato infine sopraggiunge
e rinvengo in un mondo onirico popolato da katane, lance, bastoni
e bokken che mi assalgono da ogni dove. Capisco che non è
dunque destino che io possa riposare e cerco di auto-convincermi,
inutilmente, che quelle poche ore di sonno agitato basteranno
per farmi sprizzare energia da ogni poro negli allenamenti che
mi attendono. Il tempo di divorare un’ appetitosa brioche
al cioccolato e ci trasferiamo in un’ altra palestra di
un paesotto chiamato Adro (se la memoria non mi tradisce). L’
impatto con il pavimento è alquanto traumatico, sembra
di muoversi su carta vetrata! Non posso dire di avere dei delicati
piedini da ballerina ma convengo che è meglio cercare
di muovermi in maniera più soave del solito ed evitare
le derapate che mi contraddistinguono. Proseguo nella pratica
e ottengo dritte da ogni praticante che affronto (ringrazio
tutti per la pazienza): dalle spiegazioni di ognuno e dalla
visione delle loro movenze mi rendo conto di essere abbastanza
superficiale e di porre poca attenzione nei particolari. Resto
incantato anche dalla precisione di altri principianti come
me, il mio modo di praticare il Katori è sicuramente
molto meno “professionale”: vivo quest’ arte
in maniera ancora fanciullesca, mi basta tenere il bokken tra
le mani per essere soddisfatto e felice come un bambino, sono
un po’ le stesse sensazioni che ho sempre avuto con una
palla tra i piedi. Dopo pranzato le cose si fanno molto più
dure, i momenti di black out sono decisamente più copiosi
degli attimi di lucidità, comprendo di essere ormai alla
frutta. Qualche anima pia prova a insegnarmi un po’ di
Bo ma la mia capacità ricettiva è ormai prossima
allo zero assoluto e temo che i loro sforzi siano stati vani.
L’ ultima ora è un calvario, l’ orologio
che domina la palestra sembra non funzionare, il tempo passa
più lento che durante le lezioni di latino al liceo.
La provvidenza divina giunge in mio soccorso sottoforma di una
ragazza milanese che mi allieta con la sua simpatia e mi tiene
compagnia sostenendomi ogni volta che sto per cedere. Anche
l’ ultimo allenamento è finalmente portato a compimento
e dopo una birretta ricostituente si torna a casa pienamente
soddisfatti dell’ esperienza vissuta. Simone
Simone e Iseo
Guardo fuori dalla finestra e l’ unico pensiero che mi
vaga per la mente, annebbiata e sconnessa, è che il sole
non è ancora emerso dal mare e che i galli probabilmente
stanno giacendo inermi nel pollaio, il momento del loro concerto
mattutino è ancora lungi dall’ arrivare. Temprato
dall’ esperienza della settimana precedente ho però
una maggiore lucidità e riesco perfino a rendermi conto
di avere infilato i pantaloni al contrario. Questa nuova avventura
inizia senza i compagni di viaggio della scorsa volta, purtroppo
mancano sia Laura che i due Alessandro, siamo solo io ed il
Maestro (Alessandro pure lui!). Anche la durata dello stage
sarà diversa, ci fermeremo solo al sabato e faremo ritorno
a casa in giornata. Durante il tragitto ascolto con interesse
la storia dello sviluppo del Katori in Italia ed Europa e vengo
aggiornato su molti dettagli di cui ignoravo candidamente l’
esistenza. Arriviamo per primi ad Iseo e resto istantaneamente
incantato dalla straordinaria bellezza del posto, una location
davvero azzeccata per uno stage all’ aria aperta. Questa
terrazza d’ erba sul lago posta davanti ad un paesaggio
maestoso non dubito possa essere considerata una sorta di paradiso
in terra, dopo due minuti ne sono già innamorato neanche
fossi stato ipnotizzato da una sirena. Piano piano arrivano
tutti i partecipanti e parte lo stage. Il Maestro Hatakeyama
inizia dedicandosi a noi principianti e ci spiega con infinita
pazienza i fondamentali, dopodiché si inizia il lavoro
a coppie. Sferzati da una piacevole brezzolina pratichiamo come
sempre guidati da un grande entusiasmo. Non smetto mai di imparare
cose nuove, tra l’ altro è incredibile il numero
di strafalcioni che accumulo in pochi kata, riesco a stupire
perfino me stesso. Mi rendo conto che i miei compagni di Monfalcone
devono essere dei santi per non avermi ancora cacciato a calci
dalla palestra e per correggermi sempre con disponibilità
e gentilezza, nonostante io continui imperterrito a commettere
sempre gli stessi sbagli (a volte per non smentirmi ne tiro
fuori pure di nuovi…). Lo stage prosegue in scioltezza,
non sento troppo la fatica e ogni tanto mi rinfranco con un
goccio d’ acqua. Vengo continuamente indottrinato dagli
altri praticanti, in particolare mi sembra doveroso dedicare
un caloroso ringraziamento alla ragazza polacca che con la sua
inesauribile carica di energia mi corregge in moltissimi passaggi,
istigandomi anche ad essere più aggressivo e diretto
(cosa che, causa il mio stesso carattere, mi risulta quasi improponibile).
Arriva il momento dello spuntino ed in men che non si dica mi
autotrasporto in piscina. Qui sequestro uno dei tanti lettini
e mi distendo beatamente al sole: rapito da Morfeo, sonnecchio
però un po’ troppo e mi ritrovo abbrustolito come
un peperone alla griglia. Di colore rosso fuoco, dopo una nuotatina
rinvigorente, torno verso il terrazzino d’ erba e prima
di dedicarmi nuovamente al Katori mi concedo lo sfizio di un
bagnetto veloce nel lago. Le ultime due ore di allenamento risultano
dure soprattutto per il sole che mi batte pesantemente in testa
ed il Maestro, impietoso, ci proibisce l’ ombra. Intuisco
che il mio cervello è ormai totalmente frullato quando
inizio a barcollare come un vecchio ubriacone dal fiato nauseabondo,
ma per mia fortuna siamo praticamente giunti alla fine anche
di questa giornata. Birretta e saluti di rito segnano l’
inizio del viaggio di ritorno, durante il quale ho l’
onore di condurre la macchina di Alessandro da Verona a casa:
tale evento dimostra in maniera insindacabile che anche lui
era parecchio annebbiato se non si è reso conto del pericolo
che correva affidandosi alla mia guida! Simone
Lettera
di ringraziamento del Presidente Carlo Faleschini, a Sergio Mor
Stabilini
Cari
soci dell’Accademia di spada giapponese e amici della Jitakyoei
Budo,
permettetemi di esprimere a nome di tutta l’associazione
e mio personale, un grande ringraziamento al M.o Sergio Mor Stabilini
per lo stage diretto il 1 e 3 marzo scorso a Milano.
Voglio esprimere a Sergio un particolare ringraziamento per il
contributo sia umano che tecnico portato alla nostra piccola ma
riuscita manifestazione.
Questo contributo tecnico ci ha permesso di studiare alcuni passaggi
dei kata, entrando nei minimi particolari con efficacia. E’
stata inoltre l’occasione per godere concretamente della
sua disponibilità e amicizia confrontando proposte, riflessioni
ed anche preoccupazioni per il futuro: ciò rinsalda e approfondisce
il rapporto e la collaborazione tra le nostre associazioni nel
cammino del Katori.
Nel salutarvi invito tutti alle future iniziative che vedranno
presente il Maestro Hatekeyama.
Il Presidente
Carlo A. Faleschini
La risposta alla lettera
del Presidente Carlo Faleschini, da Sergio Mor Stabilini
Sono
felice che lo stage sia stato proficuo e ringrazio voi e i vostri
allievi per l'invito a dirigere questo vostro incontro.
Sono
certo che questa fattiva collaborazione continuerà e
si rafforzerà anche attraverso i prossimi incontri con
il Maestro Hatakeyama.
A presto
Sergio
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Indirizzate
liberamente alla segreteria: i vostri pensieri, i commenti, le
riflessioni, i ricordi, resoconti, scritti, impressioni ed emozioni.
Verranno tutti pubblicati in questo spazio dedicato a Voi e a chi
vuole leggere di Noi...
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