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| ...Tenshin
Shoden Katori Shinto ryu. Il Kenjutsu ... |
Lo
studio e l'applicazione di queste tecniche crediamo siano nati
principalmente in ambito sportivo, da quando si è cominciato
a capire che la mobilità articolare e l'elasticità
muscolare sono una componente fondamentale della prestazione
fisica, tanto importanti quanto la forza, la potenza, la velocità
e la resistenza.
In Oriente molte culture hanno prodotto filosofie e concezioni
diverse del corpo e della salute, hanno sempre attribuito a
questo parametro della performance fisica: basterà citare,
come esempi della miriade di pratiche tradizionalmente finalizzate
a questo obiettivo, lo yoga in India e il taijiquan (o tai chi
chuan) in Cina.
Questo tipo di tecniche è stato maggiormente approfondito
nelle discipline sportivo-espressive in cui è richiesta
una grande flessibilità articolare come la danza, la
ginnastica artistica, il salto in alto ecc.
La constatazione degli effetti benefici della pratica degli
esercizi di Stretching
ha poi fatto si che questi divenissero sempre più popolari
in molte altre discipline sportive.
Quindi il benessere del corpo, la salute possono essere riproposti
come valori molto importanti anche nella cultura delle società
industriali dell'Occidente: nella nostra storia questi sono
già stati valori assoluti, nella Grecia classica e nell'antica
Roma (mens sana in corpore sano).
(Tratto da: U. Mosca, C. Colizzi, L. Comba, M. Durand, Manuale
Professionale di Stretching, Red Edizioni Como 1994) |
| Modalità
d'esecuzione degli esercizi di stretching |
Tutti
gli esercizi dovranno pertanto essere basati sulla respirazione:
tanto più questa sarà profonda e diaframmatica,
tanto più gli esercizi risulteranno efficaci nell'ottenere
un allungamento ottimale del muscolo.
Il praticante si porrà nell'esatta posizione che viene
indicata nella descrizione dell'esercizio: in modo da cercare
di isolare, per quanto è anatomicamente e funzionalmente
possibile, il singolo muscolo da allungare. Qualsiasi deviazione,
seppur minima, da uno dei parametri descritti diminuisce, a nostro
avviso, l'effieacia dell'allungamento, in certi casi anche molto
sensibilmente. Gli errori che più frequentemente vengono
commessi dai praticanti nell'esecuzione degli esercizi stessi
sono stati da noi segnalati sotto la voce 'Avvertenze' nelle tavole
dedicate ai singoli muscoli.
A questo punto il praticante darà inizio all'esercizio
eseguendo una profonda inspirazione diaframmatica seguita da un'apnea
inspiratoria di un secondo o due durante la quale concentrerà
la sua attenzione propriocettiva sul muscolo che sta per allungare.
Emettendo un profondo sospiro il praticante rilascerà completamente
il muscolo da allungare utilizzando la forza di gravità
per ottenere I'allungamento permesso dal rilasciamento del muscolo:
il principio determinante in questa fase è che il praticante
si concentri non sull'idea di allungare attivamente il muscolo
'spingendolo', ma su quella di 'lasciarlo andare' più che
sia possibile, per permettergli di allungarsi passivamente. Insistiamo
su questo concetto, che risulta determinante nella nostra esperienza:
la maggior parte dei praticanti e, in genere, molte persone con
una personalità molto competitiva, cercano di 'spingere'
I'allungamento, persino nei casi in cui questo produce dolore,
per ottenere una 'prestazione' di allungamento migliore; questo
tipo di esecuzione è invariabilmente destinato ad attivare
il circuito di difesa del fuso neuromuscolare, con tanta maggior
efficacia quanto più pressante e veloce sarà tale
richiesta di prestazione!
Sarà pertanto essenziale per l'efficacia dell'esercizio
capire che è proprio la richiesta di prestazioni a determinare
lo spasmo muscolare e che qui, invece, l'idea è quella
di permettere al muscolo di rilassarsi per poterlo allungare e
acquisire questa nuova libertà, rispettandone tempi e limiti
del momento. Al termine dell'espirazione sarà opportuno
mantenere una apnea espiratoria di quattro sei secondi per permettere
ai circuiti neuromuscolari di adattarsi all'allungamento ed evitare
che, attraverso un'iperventilazione troppo rapida, si determini
nel praticante uno stato di alcalosi respiratoria con tutti gli
spiacevoli sintomi che questo può determinare.
La tecnica andrà ripetuta alcune
volte, fino a che il praticante non percepisca che il muscolo
non si allunga di più: a questo punto manterrà
la posizione raggiunta per qualche altro respiro, senza cercare
di allungare ulteriormente il muscolo, in modo da permettere un
ulteriore adattamento dei circuiti di controllo neuromuscolare
al nuovo equilibrio di tensioni muscolari determinato in tutto
il corpo dall'allungamento ottenuto sul muscolo: a questo punto
l'esercizio può considerarsi terminato.
Un errore che molti praticanti compiono spesso è quello
di riaccorciare, anche solo parzialmente, il muscolo durante l'inspirazione
successiva all'allungamento. Questo avviene soprattutto con persone
che non hanno una buona respirazione diaframmatica e utilizzano
molto i muscoli respiratori accessori; bisogna invece aver cura
che I'allungamento raggiunto non venga più recuperato,
e che a ogni respirazione corrisponda un guadagno di posizione
reale.
Tutta l'esecuzione non richiede, in genere,
più di due o tre minuti e, mano a mano che il praticante
impara a riconoscere la sonsazione che deriva dal rilassamento
e dall'allungamento del muscolo, avrà bisogno di un sempre
minor numero di respiri per raggiungere e incrementare lo stato
di massimo allungamento del muscolo.
Per stabilizzare I'allungamento ottenuto
sarà utile che il praticante ripeta numerose volte nel
corso della giornata l'esercizio di stretching; pian piano
la sua sensibilità propriocettiva cosciente riguardo a
quel muscolo diventerà taimente fine che egli si accorgerà
immediatamente di ogni accorciamento o spasmo del muscolo stesso
e sentirà immediatamente il bisogno di riallungario: a
questo punto il lavoro di ristrutturazione dello schema corporeo
potrà essere davvero considerato concluso con successo!
(Tratto
da: U. Mosca, C. Colizzi, L. Comba, M. Durand, Manuale Professionale
di Stretching, Red Edizioni Como 1994) |
| Infraspinato |
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Esercizio
principale
Lato
ds. Il Praticante
(Pr.)
seduto
con il braccio ds intraruotato e la mano all'altezza della spalla
sn, con la mano sn afferra e sostiene il braccio ds leggermente
al di sopra del gomito rilassando la spalla ds: espirando esercita
con la mano sn una dolce e continua pressione sul braccio ds
per avvicinarne gradualmente il gomito alla spalla sn.
Mantiene la posizione raggiunta per alcuni respiri.
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| Sovraspinato |
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Esercizio
principale
Lato
ds. Il Pr.
ha il braccio ds teso ed intraruotato con la mano all'altezza
dell'anca sn (SIAS: Spina Iliaca Anteriore Superiore). Afferra
con la mano sn l'avambraccio ds tra polso e gomito ed espirando
(dopo aver rilassato la spalla) intraruota ulteriormente e mette
in tensione il braccio.
Mantiene la posizione raggiunta per alcuni respiri.
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Deltoide |
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Esercizio
principale
Entrambi
i lati. Il
Pr. in piedi di fronte ad un angolo con le braccia lungo il busto
e gli avambracci flessi, appoggia il palmo delle mani sulle pareti
con i polsi all'altezza delle spalle: espirando si sbilancia in
avanti permettendo al peso del corpo di effettuare l'allungamento.
Respirando profondamente mantiene la posizione
a lungo tenendo il capo in asse e il bacino in retroversione.
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| Elevatore
della scapola |
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Esercizio
principale
Lato
ds. Il Pr.
in posizione seduta, mantiene il dorso eretto contro uno scienale
o una parete, pone la mano ds sotto il coccige, ruota il capo
verso sn di 45° circa, flette il collo portando il naso
in direione del capezolo e, mantenendo le spalle orizontali,
appoggia il palmo della mano sn sull'occipite rilassando il
gomito: espirando, lascia che il peso del braccio aumenti dolcemente
la flessione.
Prosegue
respirando profondamente fino ad ottenere il massimo allungamento,
che verrà mantenuto per alcuni respiri.
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Erettori
della colonna |
Entrambi
i lati. Il Pr.è in posizione eretta con il sedere
in appoggio flette la colonna lasciando allungare la schiena
come in fig. in basso a sn.
Mantenere
a lungo la posizione raggiunta
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Esercizio
principale
Entrambi
i lati. "Raccolta".
Il Pr. giace sulla schiena con il mento spinto verso la gola,
con il capo sempre in appoggio: espirando, porta le ginocchia
al petto abbracciandole; poi, a ogni espirazione, lascia che l'avvicinarsi
delle ginocchia al torace aumenti l'allungamento.
Ottenuto il massimo allungamento, mantiene la posizione
per alcuni respiri.
Esercizi
secondari
Entrambi
i lati."Posizione della lepre"
Il pr. in ginocchio seduto sui talloni con il dorso dei piedi
a terra, poggia la fronte al suolo, le braccia lungo il tronco,
i gomiti a terra e i palmi delle mani verso il soffitto; espirando
lascia scendere le natiche verso i talloni e le spalle verso il
suolo.
Mantenere a lungo la posizione raggiunta
Variante
Il
Pr. è seduto su una sedia con le ginocchia divaricate;
espirando, flette il capo e il busto lasciando scendere spalle
e braccia fra le gambe e ancorando le mani alle caviglie.
Mantenere
a lungo la posizione raggiunta
Entrambi
i lati. Il Pr. seduto a terra con le gambe flesse poggia
la fronte alle ginocchia e abbraccia le cosce: espirando, distende
le gambe fino a quando può mantenere il contatto della
fronte con le ginocchia.
Mantenere
a lungo la posizione raggiunta
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Esercizio
assistito
Entrambi
i lati. Il Pr.giace supino il compagno stando in piedi
di fronte a lui gli solleva i piedi appoggiandosi le piante
sulle ginocchia; spostando le mani verso le ginocchia del Pr.
e appoggiandosi dolcemente con le proprie ne aumenta la flessione.
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| Quadrato
dei lombi |
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Esercizio
principale
Lato
ds. Il Pr.
è seduto a gambe incrociate con le
mani appoggiate dietro il collo: espirando, flette lentamente
il busto verso sn portando il gomito sn verso il pavimento e curando
che la naticads resti in appoggio; mantiene rilassato il fianco
ds e respirando profondamente attende che il peso del busto aumenti
ulteriormente la flessione.
Per facilitare il ritorno alla posizione eretta poggia la mano
sn a terra.
Esercizio
secondario
Lato
ds. Il Pr.
è in ginocchio seduto sui talloni con il dorso dei piedi
a terra: espirando, ruota a sn il busto e flette busto e capo
portando il gomito ds a terra esternamente al ginocchio sn; mantiene
rilassato il fianco ds e respirando profondamente lascia scendere
la spalla ds verso il pavimento mentre i glutei restano in contatto
con i talloni.
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| Estensori
della coscia |
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Esercizio
principale
Lato
ds. Il Pr.
appoggia la natica e I'arto inferiore ds disteso su un tavolo
(parallelo al bordo) mantenendo il piede sn in appoggio con il
ginocchio leggermente flesso: espirando, flette gradualmente busto
e bacino sull'arto ds (le mani sono protese verso il piede e se
possibile lo impugnano).
Respirando profondamente lascia che il peso del busto aumenti
I'allungamento e mantiene a lungo la posizione raggiunta.
Esercizio secondario
Lato
ds. Il Pr.
è seduto con I'arto inferiore ds allungato e il sn flesso
ed extraruotato (pianta del piede sn poggiata contro la parte
mediale del ginocchio ds): espirando, flette gradualmente busto
e bacino sull'arto ds (le mani sono protese verso il piede e se
possibile lo impugnano).
Respirando profondamente lascia che il peso del busto aumenti
I'allungamento e mantiene a lungo la posizione raggiunta.
Avvertenze
Aver cura
di mantenere il collo rilassato, il ginocchio in massima estensione
e il piede in flessione dorsale.
Nell'esercizio secondario, non arrivando ad afferrare il piede,
si può appoggiare un asciugamano alla pianta del piede
e usarlo come staffa.
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| Flessori
delle dita |
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Esercizio
principale
Entrambi
i lati. Il Pr.
è in quadrupedia, braccia extraruotate, palmo delle mani
a terra con le dita rivolte verso i piedi distanti qualche centimetro
dalle ginocchia: espirando, sposta il bacino verso i piedi lasciando
gradualmente aumentare la flessione dorsale delle mani; quindi
solleva leggermente solo il palmo delle mani portando in flessione
dorsale anche le dita.
Rilassando braccia e polsi mantiene la posizione raggiunta
per alcuni respiri. |
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| Flessore
ulnare del carpo |
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Esercizio
principale
Lato ds. il Pr., in piedi con it braccio ds teso in avanti e intraruotato
e la mano in flessione dorsale, pone la mano sn sulla mano ds
(il palmo sn verso il dorso ds) poggiando il pollice sul secondo
metacarpo ds mentre le falangi distali delle altre dita si ancorano
al quinto metacarpo ds dal lato palmare: espirando, mantiene gli
arti estesi ed esercita una graduata pressione con il pollice
e una contemporanea trazione con le dita in modo da aumentare
l'intrarotazione del braccio e la flessione dorsale della mano.
Mantiene rilassato il braccio ds e respira profondamente
più
volte aumentando progressivamente l'intrarotazione del braccio
e la flessione dorsale della mano. |
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| Ileopsoas |
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Esercizio principale
Lato
ds. Il Pr., in quadrupedia, avanza il piede sn e lo poggia medialmente
alla mano sn, mentre avvicina il ginocchio sn all'ascella sn e
rilassa il collo: espirando, estende la coscia ds lasciando scivolare
indietro ginocchio e piede.
Respirando profondamente permette al peso del bacino
di effettuare l'allungamento, che verrà mantenuto per alcuni
respiri.
Esercizio
secondario
Lato
ds. Il Pr., in piedi presso un sostegno che gli arriva all'altezza
dell'anca e distante due spanne, vi appoggia l'avampiede sn (piegando
il ginocchio), mentre l'altro arto inferiore dritto con il piede
sullo stesso asse della gamba: espirando, porta in avanti il bacino
e aumenta la flessione del ginocchio effettuando così l'allungamento.
Respirando profondamente mantiene a lungo la posizione. |
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(Tratto da: U. Mosca, C. Colizzi, L. Comba, M. Durand, Manuale Professionale
di Stretching, Red Edizioni Como 1994)

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