Naginata
è una sorta di alabarda costituita da un'asta in legno,
soliamente laccata, lunga circa 150 cm, su cui è innestata
una lama ricurva, di forma analoga al wakizashi ma più
spessa e con una forte curvatura verso la punta. Altra sorta
di alabarda fu il nagamaki, in cui le proporazioni fra lama
e asta erano, rispetto al naginata, circa uguali. Queste armi
furono utilizzate ampiamente soprattutto prima dell'avvento
delle armi da fuoco, sia da cavallo che a piedi (frequentissimo
è trovarle rappresentate, ad esempio, in stampe raffiguranti
episodi di battaglie nel periodo delle guerre con i mongoli).
In particolare, se utilizzate da un fante potevano essere utili
contro un cavaliere avvalendosi sia della lunghezza sia della
possibilità di atterrare il nemico tagliando le gambe
del cavallo che lo sosteneva. Il naginata utilizza la lama prevalentemente
di taglio mentre l'asta può essere utilizzata per colpire
(frequente era l'adozione di un pomolo di metallo all'estremità
dell'asta per rafforzare il colpo).
Il naginatajutsu, o arte dell'alabarda, richiede un vigore singolare.
Quest'arma lunga e pesante, (...), viene utilizzata portando
colpi diretti o rovesciati, a seconda dell'impiego assennato
da parte del gueriero della lama, del manico e dell'impugnatura.
L'ha-kaeshi, l'abilità di cambiare rapidamente la posizione
della lama, consentiva al guerriero di portare i singoli colpi
come avrebbe fatto con la spada, ma con il vantaggio aggiuntivo
di rimanere a una distanza maggiore dall'avversario, grazie
alla lunghezza del manico. (...), prima di intraprendere l'addestramento
con il naginata, era necessario che il guerriero fosse esperto
nell'arte della spada, (...).
(Tratto da: " Donn F. Draeger, op. cit.")
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