SOJUTSU

ARTE DELLA LANCIA

 

Nell'antica mitologia, il Giappone era conosciuto come "il paese delle mille lance". Per modello e struttura, la vera lancia giapponese (conosciuta come yari) era simile a tutte le lame nipponiche per l'alta qualità della tempra, la leggerezza, e la facilità con cui la si poteva maneggiare. I grandi artisti dell'acciaio forgiavano queste lance per il bushi con la stessa cura e la stessa immaginazione che prodigavano nel fabbricare le spade. Le aste (nakae) erano di tutti i pesi e di tutte le lunghezze immaginabili. Erano fatte di ottimo legno, stagionato e trattato meticolosamente, di solito rinforzato e decorato con strisce e cerchi di metallo (sujigane), nei punti che venivano a trovarsi sotto pressione quando si faceva leva con l'arma e si parava un colpo.

Oscar Ratti / Adele Westbrook

Segreti dei samurai, Ed. Mediterranee

Il sojutsu o arte della lancia (yari) era una disciplina studiata come preparazione al combattimento sui campi di battaglia.L’arte del combattimento con la lancia venne insegnata e praticata professionalmente dai guerrieri classici nelle sale d’addestramento delle scuole di bujutsu per diverso tempo. Infatti, sul campo di battaglia, quando si doveva combattere contro soldati protetti da armatura ed elmo, quest’arte di combattimento risultava più vantaggiosa rispetto alla classica spada dei bushi.

 

Sofisticati modelli di punte di yari dotate di lame aggiuntive fecero sì che la lancia fosse un’arma atta a tagliare, agganciare o squarciare. Nondimeno, la meccanica di base del sojutsu rimase immutata ed il bushi imparò a essere particolarmente preciso nell’esecuzione degli affondi (tsuki) che erano la tecnica principale di questa disciplina.

 

La lancia, lunga circa 3 metri, poteva essere utilizzata indifferentemente a cavallo o a terra. Spesso le ferite inferte da quest’arma producevano sugli avversari un’agonia lenta e crudele.

 

Un esperto lanciere veniva scrupolosamente evitato non soltanto dai singoli guerrieri armati della formidabile katana, ma persino da gruppi di guerrieri, che egli poteva disperdere con una sorta di danza circolare impenetrabile e mortale facendo volteggiare la lunga arma in fendenti ed affondi.

 

Nella progressione didattica lo yari è un'arma riservata ad un praticante esperto con un ottimo bagaglio tecnico. A questo punto dell'apprendimento non si possono più avere incertezze o lacune tecniche di alcun tipo. Infatti i bersagli preferiti dal lancere sono gli occhi, le spalle, la gola, le cosce, l'addome (hara tsuki).

 

Il maneggio di quest'arma utilizzato nella scuola Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu è particolare rispetto ad altre, per il fatto che la lancia viene fatta ruotare sul proprio asse quando colpisce e quando arretra. Questo movimento ha le sue radici direttamente sui cambi di battaglia, poiché l'affondo doveva penetrare l'armatura del bushi e l'estrazione doveva prevenire che ne rimanesse incastrata. Viene fatta anche particolare attenzione all’insegnamento riguardante il riuscire a modificare la posizione delle mani sull'asta, poiché variandone la posizione è possibile ridurre o incrementare l'allungo. 

 

 

SOJUTSU NO KATA

1° Hiryu no yari 

     飛龍之槍
2° Koryu no yari 

     去龍之槍
3° Tsuki dome no yari 

     突留之槍
4° Anya no yari 

     揚矢之槍
5° Denko no yari 

     電光之槍
6° Yoru no ya no yari

     夜之矢槍

Accademia Italiana di Spada Giapponese
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